VSR (Lady Pit Lane, una vittoria ottenuta e una mancata)

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VSR

(Lady Pit Lane, una vittoria ottenuta e una mancata)

 

Sabato.

Da un capomacchina a un capotecnico. Gianluca Gradassi deve avermi studiato da lontano.

“Allora come stai? Tutto bene?”.

La Formula 1, un passato in Minardi e credo un mare di aneddotica sommersa da portare alla luce. La scuola della vita e della pista. Le cose che piacciono a me.

 “Paul Ricard. Una volta Christian (Fittipaldi) al termine di una brutta qualifica scendendo dalla macchina sganciò il volante e lo tirò in mezzo ai box. Suo zio Emerson che è sempre stato di tutt’altra pasta gli andò incontro. Senza tanti preamboli parlandogli in italiano gli disse di riprendere in mano il volante e riattaccarlo alla macchina, chiedendo scusa a tutta a squadra che stava lavorando solamente per lui. I campioni si vedono anche da queste cose qui…”

Ci fosse più tempo…ma anche le parole di Gianluca sono prigioniere della contingenza.

“Dai Emiliano, vieni in pit anche tu.”

Ivan e una proposta indecente.

Mamma mia.

Ma posso garantirvi al cento per cento come gli Abba non c’entrino nulla. Assisto alla sessione di qualifiche insieme alla squadra direttamente dal muretto della pit lane. L’invito di Ivan è stato fin troppo stimolante. Serve un pass però. Da restituire pronta consegna.

“Appena finite le qualifiche me lo ridai. Casomai servisse a un pilota.

La vettura di Zonzini-Colombini in azione

Cinque minuti dopo sono ai box. Trenta secondi, attraverso la corsia box e sono al muretto. Boia se picchia il sole sulla testa. Una roba indescrivibile. Chissà i piloti dentro alle loro tute ignifughe. Una sauna a cielo aperto, mentre dentro di me piove emozione a dirotto. Mi serve solo un angolo in cui stare per non dare fastidio. Al fianco di Jessica, la moglie inglese di Vince. Mi sembra un buon posto. Un viso dolce, una voce cordiale. Ma come cominciano le qualifiche tutto diventa serafica e imperturbabile  concentrazione in assenza di emozione, per quanto ne stia ribollendo al suo fianco, visto il posto in cui sia. Mi verrebbe da chiamarla Lady Pit Lane, come fosse il personaggio femminile di un romanzo di Agatha Christie. Non certo un’ombrellina  come tante se ne vedono ancora. Non si scompone di fronte a nulla. Al bene e al male che possa venire dalla pista.

“ Jessica è così. Come me quando tiravo giù la visiera. L’unico mondo che possa esistere in quel momento sono le corse. Non c’è nient’altro.”

La confidenza di Vince conferma le mie sensazioni. In pista Lewandowski ottiene la pole di categoria. Zonzini il quarto tempo assoluto. Il polacco vorrebbe un giro in più. Per oggi Stalingrado è già stata conquistata. Non serve davvero, come Vince più volte a voce prova a spiegargli. Gli basta vincere Gara 1, quella vittoria negata alla coppia di San Marino (Zonzini-Colombini) da un doppiaggio finito male con la vettura di Moczulski.

È solo sabato.

Ci sarà tempo per rifarsi.

Tra una vittoria ottenuta. E una mancata.

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