“Voci” a Le Mans (Nicola Villani e Marco Petrini)

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Voci a Le Mans (Nicola Villani e Marco Petrini)

 

 

Come promesso. In segno di libertà e di un’aria diversa da poter respirare. Credo Le Mans meriti spazio. Più di quanto il Bel Paese gliene conceda. Eppure a breve, più compiutamente, bisognerà tornare a fare i conti anche con la Sarthe e la sua magia, dal momento che Ferrari (insieme a  Lamborghini l’anno successivo) ha deciso di tornarvi a competere per il titolo assoluto, esattamente 50 anni dopo quell’ultimo podio  ottenuto da Merzario e Pace, a bordo della loro 312 PB.

Un racconto del tutto inedito. Sconosciuto a tanti, certo per i suoi narratori. Perché oggi parlare del mondiale WEC in Italia, significa identificare in modo permanentemente due voci inimitabili.

Appassionati.

Professionisti.

No, credo molto di più.

Per entrambe le cose.

La dedizione nel cercare di far bene quello che si è scelto di fare.

Tanto per cambiare.

Peso vocale. Da ex cantante lirico credo di sapere di cosa si tratti con una certa cognizione di causa.

Quando Nicola Villani  ha letto in anteprima un estratto del mio primo libro (“Quel giorno a Le Mans 341.3”)  quattro anni fa alla Dallara  Academy, posso garantirvi come sia stata un’autentica e penetrante emozione. Magone che non andava né su né giù. Col pensiero che quello che avevi solo immaginato qualche giorno prima stava avvenendo sotto ai tuoi increduli occhi. Gli devo l’affetto di un incontro magico che mi ha fatto entrare nel mondo della velocità con la mia scrittura. In punta di piedi. Un poco alla volta. Un piccolo passo dietro l’altro. E poi Marco Petrini. Il perfetto collante ritmico di una gara di durata, con la sua competenza da ex pilota GT. Il rispetto di un mondo nascosto. Quel mondiale di durata finito per essere misconosciuto per intere generazioni ma riscoperto dal sottoscritto nei loro commenti. Parole rapide. Quanto il trascorrere del tempo che in quelle loro gare così lunghe davanti a un microfono finisce con l’essere davvero l’unica cosa che conti.

Una voce in una storia narra da filtro potente. Storie, eventi. Memoria che rimane nei ricordi. Per me in gioventù fu Marione Poltronieri, insieme a Zermiani e Palazzoli (mentre Benzing in sottofondo sembrava una suocera in lontananza al telefono…).

Voci da corsa. Della mia adolescenza.

Ora Marco e Nicola sono la mia piena maturità. Corse Endurance. Hanno il merito di aver ridato voce a una disciplina che avrebbe potuto conoscere più facilmente l’oblio sportivo. O la totale indifferenza del pubblico a motore di casa nostra.

Attraverso i lori timbri, ritrovo quelle cadenze, quei ritmi che mi sono stati familiari fin dall’inizio della mia nascente passione automobilistica.

La “voce” italiana del WEC e delle ruote coperte. Almeno per me, è stato così.

Ecco da dove partire. Per narrare questa nuova avventura in salsa francese fino all’undici giugno.

Ciao Nicola .

Ciao Marco.

“Voci” a Le Mans.

Le mie voci.

Per una 24 Ore.

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