Ungheria (dalla vittoria di Ocon in giù)

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Ungheria

(dalla vittoria di Ocon in giù)

 

 

 

Ho visto cose…

No, non quelle che voi umani.

Ho visto tutte quelle cose che improvvisamente mi ha fatto ricordare questo Gran Premio d’Ungheria.

Ho visto la pioggia, quella che mi ha ricordato maledettamente quella del 2006, che rese il confronto tra Alonso e Schumacher assolutamente imprevedibile.

Ho visto vincere Ocon grazie a quella pioggia che fece uscire dal cilindro la prima vittoria di “paracarro” Button 15 anni fa.

Ho visto Verstappen fare un punto con una vetturia danneggiata, come Schumacher in quello stesso Gran Premio vinto da Button. Schumacher lo imparò la sera da Todt. Verstappen alla prima curva, direttamente da Bottas…

Ho visto Alonso ( che sia contato scriverne come ho fatto lungo tutta quest’ultima settimana?) portare alla vittoria Ocon, come fece Vettel due anni fa a Spa in favore di Leclerc.

Ho visto.

Ho visto Hamilton avere quella faccia che solo Senna nei suoi giorni più cupi riusciva ad avere.

Ho visto Seb avere gli attributi nel dire quello pensa. Come piloti di un’epoca che non esiste più.

Ho visto la Mercedes sbagliare al muretto.

Ho visto Bottas e Stroll contendere lo scettro a Maldonado e Grosjean di sfasciacarrozze ufficiale della F1.

Ho visto Hamilton partire da solo in pole, senza avere nessuno alle proprie spalle come nemmeno a Indianapolis 2005.

E poi ho visto.

Un pubblico olandese che tanto mi ha ricordato la Tosa e la Rivazza al passaggio dei rivali della Rossa.

In Ungheria ho visto tutto questo.

Dalla vittoria di Ocon in giù.

 

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