Un pilota Olimpico

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Un pilota Olimpico

 

 

Me lo ricordo ancora. Dentro un centro commerciale a combattere la canicola d’agosto e a fare acquisti con la tua famiglia mentre in TV imperversano le Olimpiadi di Rio con le notizie sul dramma sportivo di Schwazer.

In tono minore, di notizia ne leggo un’altra sullo smartphone che sinistro mi avvisa di un lutto improvviso.

“ È morto Chris Amon, il più grande a non aver mai vinto un Gran Premio…”

Non sono triste. Ma dispiaciuto. Perché la storia di Chris la conosco. Quello delle rotture da dieci lire e della sfortuna che lo perseguita.

Poveri, penso.

Sì.

Proprio poveri.

Come tutti quei luoghi comuni.

Accavallando nella mia mente una serie di epiteti da censura,  per come hanno sempre parlato di Amon, ricordandolo solamente come un povero Calimero.

La solita storia.

Insopportabile.

Cavare quel velo di polvere sopra la consuetudine di tante frasi fatte. La vera impresa del genere umano.

E allora ti accorgi che Chris ha fatto tanto. Molto di più.

Ogni volta che vedo una P4 attraversarmi lo sguardo con le sue forme seducenti e prorompenti ripenso sempre alle parole che ho sentito da Furia:

“ L’ha fatta lui.”

Per tutte quelle cose  che quella biposto del Cavallino porta con sé. Tra la speranza e il coraggio di quel gruppo di uomini che stava sfidando la forza industriale della Ford a casa propria in Florida e il senso di un’impresa da tutto o niente. Un ultimo colpo in canna con cui far valere le proprie ragioni.   

Quella macchina da corsa era il frutto di un nuovo linguaggio. Chiaro, pulito, conciso. Era il senso delle parole di Amon e Bandini nel collaudarla.

Giorno dopo giorno.

Lorenzo e Chris usano parole diverse, idiomi diversi ma al volante della P4 si capiscono benissimo, creando dal nulla un nuovo metodo, nel mettere a punto un auto da corsa.

Un nuovo alfabeto,per una lingua mai espressa da un pilota al volante. Nl compiere il proprio mesiere.

Ripensai all’articolo sul mio smartphone. C’erano le Olimpiadi.

Amon non ha mai vinto un Gran Premio di Formula 1. Proprio vero.

Aveva fatto molto di più.

Aveva vinto a Daytona. Aveva salvato la Ferrari e la sua storia.

Come un vero pilota Olimpico, guidando una macchina meravigliosa.

La più bella di tutte.

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