Un paracarro a Melbourne

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Un Paracarro a Melbourne

 

 

Piove a Melbourne.

No.

Pioviggina.

Pista umida.

Bagnata ma non umida.

Proprio come piace a lui.

È la legge dei Paracarri. Delimitare la strada tra burroni e precipizi. E lui tutto questo lo fa meravigliosamente, nel descrivere da pilota da corsa quel sottile confine che intercorre tra una pista bagnata e una asciutta. Quel tanto che basta al punto da riuscire a capire scientificamente prima degli altri quando sia il momento giusto per cambiare pneumatico in favore della mescola più vantaggiosa, in grado di darti in quelle ambigue condizioni presenti sul circuito un vantaggio incolmabile.

Per tutti gli altri.

Intelligenza. Sensibilità. E una dose di vera puttaneria corsara. Come quella che dimostra nell’entrare alla destra di Alonso subito dopo il via alla prima curva. Certamente come non si trattasse di trovarsi alla destra del padre.

Sette giri per lui sono sufficienti.

Bisogna passare alle slick.

Il giro successivo ara campi come non ci fosse un domani ma poi andarlo a prendere è un altro discorso…

Serve anche un po’ di culo nella vita. Vettel s’insabbia.  Al Paracarro si apre un’autostrada davanti.

Ora vincere è facile.

Cambiando le gomme prima degli altri, tra bagnato e asciutto.

Chiamandosi Jenson Button.

Da Paracarro a Melbourne.

 

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