Taki Inoue: un giapponese a Budapest

HEADER-TITOLO-BLOG-senza-foto

Taki Inoue: un giapponese a Budapest

 

 

Dal Giappone olimpico all’Ungheria.

Ora di staccare il biglietto per Budapest. Piloti campioni. Piloti fenomeni. Piloti insuperabili. Piloti.

Ma se vi dico Taki Inoue a voi cosa viene in mente?

Probabilmente,  qualcosa a metà fra un aspirante kamikaze mancato e  Po di “Kung Fu Panda”. Il celebre  protagonista del cartone animato della Dreamworks, amante del kung fu.

Ebbene, niente nella carriera di questo eccentrico pilota giapponese in Formula 1 sembra essere lineare. Nemmeno gli incidenti, come a Montecarlo nel ‘95. Quando rompe nelle libere il pedale del freno e decide di rimanere in abitacolo con le cinture slacciate facendosi trainare ai box dal carro attrezzi. Inoue non si avvede negli specchietti dell’arrivo della Safety Car pilotata da Ragnottì facendosi tamponare al retrotreno. Vetture ribaltata e  commozione cerebrale.

Passa qualche Gran Premio e arriva Budapest appunto.

Tredicesimo giro.

Il motore Hart della sua Footwork pianta in asso Inoue in una coltre di fumo bianco.

La macchina si trova a bordo pista. Nel tentativo di domare le fiamme nascenti, il giapponese si lancia sull’estintore appoggiato al guard rail. Nell’afferrarlo però non si avvede del sopraggiungere della macchina dei commissari intervenuti per spostare la monoposto.

Viene investito  seppur a bassa velocità, accasciandosi a terra, mancato samurai nell’arte della guerra e dei suoi doveri di pilota, estintore in mano.

Insomma. Taki era una certezza per il futuro. Di sicuri ”guai” fisici e di costosi ricambi necessari per riparare le vetture incidentate da questo nippon banzai dagli occhi a mandorla. Cose che nemmeno patron Minardi ha voluto sperimentare, mettendo fine alla carriera del pilota di Kobe, dopo che lo sponsor di Inoue la ditta Unimat, si fece di nebbia prima di iniziare la stagione con le monoposto di Faenza. Di Taki rimarrà per sempre l’immagine di un pilota giapponese a Budapest.

Se non altro e affettuosamente, un conducente dal volto umano.

Certamente il più divertente.

Quel giorno sull’Hungaroring.

 

logo sinfonia motore almanacco

logo sinfonia motore almanacco

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell’autore
SinfoniaMotore – Tutti i diritti riservati. All rights reserved.