Speriamo sia il mondiale peggiore

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Speriamo sia il mondiale peggiore

 

Speriamo che questo Mondiale sia il più brutto della storia. Almeno, saremmo sicuri di non dover più vedere certe cose incredibili che abbiamo visto dal Montecarlo fino al Messico: gli equipaggi classificati pur avendo mancato la qualificazione all’ultima giornata monegasca, lo Svezia corso su un fondo sterrato con gomme inadatte e pericolose, il Messico corso nonostante un’emergenza sanitaria globale e accorciato non per buon senso, ma solo perché i team non avrebbero avuto gli scali negli Stati Uniti per tornarsene a casa. Robe da matti.

Andiamo agli Oscar scopiazzati ad Autosprint.

Miglior attore protagonista: Sebastien Ogier, non tanto e non solo per la vittoria ma soprattutto per quelle frasi dette in diretta mondiale ai giornalisti “ufficiali” del Wrc: “Questa gara per me non si sarebbe dovuta correre, la protezione delle vite umane dovrebbe essere la priorità”. Come sistemare tutti in quattro parole.

Miglior attore non protagonista: Pontus Tidemand, tornato in WRC2 dopo una stagione terribile in WRC ha stradominato in R5. Classe.

Miglior film: Ott Tanak, che senza i problemi della prima giornata avrebbe potuto davvero dare fastidio a Ogier.

Miglior cortometraggio: Esapekka Lappi, la cui fuga dal fuoco ha lasciato tutti col fiato sospeso. Per fortuna ora se ne può sorridere.

Miglior regista: Tommi Makinen, se non altro perché la sua Toyota si porta a casa più punti di tutti.

Migliori effetti speciali: Esapekka Lappi, perché… vedi sopra.

Oscar al merito: Donald Trump (sul quale il giudizio politico è ampiamente sospeso), che almeno bloccando i voli ha messo una fine anticipata alla gara.

 

Menzioni speciali

 

Premio “ Scienziaeto” (ovvero, a chi la fa più grossa): WRC Promoter e organizzatori messicani, che corrono mentre tutto il mondo dei motori e non solo si ferma. Scienziaeti.

Premio Diludendo: Hyundai WRT, che nella prima giornata ha problemi a tutte e tre le vetture. Sordo definitivamente out, Neuville a 42 minuti. Tanak secondo rende meno amara la pillola.

Premio Mandostai (ovvero, ma siete matti): non al Promoter per eccesso di ovvietà, il premio va a chi si è iscritto alla pietraia messicana con la nuova Renault Clio Rally 5, ovvero con una R1. Al di là della prestazionalità della macchina (ingiudicabile in una gara del genere), davvero qualcuno credeva di poter arrivare in fondo a una gara del genere con una macchinetta così? Ne arriva una sola su cinque partenti: Gerardo Rejòn e Mauricio Pimentel hanno vinto il loro Mondiale.

 

Niccolò Budoia

 

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