Senna e Villeneuve

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Senna e Villeneuve

 

 

A prima vista la ricerca di un nuovo compagno di squadra non risultava poi essere quella scelta così fondamentale da compiere. Eppure, alla resa dei conti, era decisamente basilare per non sovvertire equilibri interni indispensabili in una nascente squadra corse.

Di chi fidarsi, si chiese Ayrton, in modo piuttosto preoccupato. Onestamente non aveva che da scegliere in mezzo a tutti quei campioni. Ronnie, Jimmy, Graham, Alberto, Patrick, Michele. Tutta gente volenterosa e per bene, pronta a levar di torno ad Ayrton l’imbarazzo di quella scelta per un unico nome da cui farsi affiancare in un’impresa senza precedenti.

Tutti a farsi sentire. Tutti, tranne lui. L’Aviatore, il quale come un Piccolo Principe curava in modo maniacale la propria rosa, per quei petali più Rossi di qualsiasi rosso fosse mai stato visto. Da Enzo Senna sapeva. Quel pilota aveva in sé qualcosa di speciale. Qualcosa che andava oltre la semplice voglia di vincere.

Ayrton lo vide, alle prese con le spine della sua rosa. Neanche sembrava avere ascoltato il suo appello. Quando il brasiliano si avvicinò lo guardò con aria stupita. Al limite della sorpresa.

“Hai visto le sue spine come sono belle? È davvero una rosa perfetta.”

“Perché guardi le spine Gilles?”

“Perché il fiore lo vedono tutti. Ma è con le spine che una rosa difende la propria bellezza.”

La risposta del canadese stuzzicò la curiosità del paulista.

“Ti va di correre in squadra con me?”

“Perché no. Se si tratta di farti vedere chi sia il più veloce…”

La cosa nell’animo di Ayrton, suonò vagamente come uno sfottò. Diamine. Ma che risposta era? Una presa per il culo bella e buona. Ecco cos’era. Ma di Villeneuve sapeva anche che era uomo leale, onesto. E che certe porcate da meticoloso arrivista erano al di fuori del proprio radar esistenziale.

Forse era proprio il compagno che andava cercando.

Potrebbe anche essere, ma so per certo che sulla tua lealtà potrei fare affidamento più di qualsiasi altra cosa. O per caso mi hanno raccontato un treno di balle senza fondamento anche sul tuo conto?”

A quel punto Gilles guardò Ayrton dritto negli occhi, come non avesse altro punto intorno a sé verso cui indirizzare il proprio sguardo.

“ Vedi…come sempre, anche la lealtà è una pura questione di spine.”

Ad Ayrton non serviva altro.

Il compagno di squadra, con cui tuffarsi in quella nuova folgorante avventura era davanti ai suoi occhi.

Per tornare a essere insieme nient’altro, che piloti da corsa.

 

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