Seb ha sbagliato ma Charles non è predestinato

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Seb ha sbagliato ma Charles non è predestinato

                                         

La gara di ieri sono due, almeno. La prima l’abbiamo dormita tutti o quasi. La seconda ci ha elettrizzato e quasi ci ha fatto dimenticare quanto indietro sia la SF1000. Più che altro, la gara di ieri ha dimostrato che, seppur sbagliatissima nella forma, la decisione di appiedare Vettel sia stata sportivamente corretta. O meglio, non lo ha dimostrato: ha portato acqua al mulino della parte che lo sostiene (sbagliando) da un anno o due.

Nella prima parte abbiamo visto come andrà almeno la prima metà di questa cortissima stagione: Mercedes palla lunga e pedalare, Red Bull e Racing Point più o meno in difesa, Ferrari in spogliatoio, gli altri a scannarsi per il posto migliore della panchina. Nulla da segnalare, se non la noia.

Poi entra la Safety Car (inciso: siamo passati dalle virtual safety car come piovesse a tre ingressi della Mercedes, quella lenta. Non sarà troppo?). Cambia tutto, almeno per la Ferrari. Vettel entra in curva 2 in uno spazio che non c’è e si gira. All’inizio mi pareva tutta colpa di Sainz. No, quello spazio non esisteva. A ben vedere, Vettel tocca la McLaren perché va in sovrasterzo, e non va in sovrasterzo perché tocca la McLaren. Insomma: si gira perché entra troppo forte e perché pianta la frenata dell’ultimo momento. Non gli riesce quel che riuscirà a Leclerc più in là: bravo l’uno e scarso l’altro? Non necessariamente.

Insomma si gira, e chi pensava di aver esaurito le bestemmie dopo il Q3 si deve ricredere. Le speranze svaniscono quando ci si rende conto che Vettel sta lì con Latifi e Grosjean (altra garona del francese, ieri) e Leclerc è adagiato in sesta posizione.

Ecco che si ferma Russell per un problema al motore. Chiunque avrebbe imposto la VSC, ma la direzione gara no: dentro la Safety. Col senno di poi, meglio: l’Alfa Romeo ha un problema nell’aggancio dell’anteriore destra, che Kimi perde per strada. Rientra la Safety, ma soprattutto ora Leclerc ha gomme gialle da usare contro le bianche di Racing Point e Mercedes. Contro le seconde non le può usare perché la macchina semplicemente non c’è, contro Perez invece gli valgono il terzo posto infilandolo alla Remus. Terzo, perché nel frattempo Albon tocca Hamilton e va in ghiaia in curva 3. Hamilton non gli sterza addosso, ma arriva lungo e non alza il piede quando si rende conto che non c’è altra strada che il contatto. Albon non va più a sinistra, ma qual è il pilota che fra la propria traiettoria e un fazzoletto di asfalto prima della ghiaia, sceglie il secondo? Comunque, giusti i 5 secondi di penalità a Hammer Time? Non lo so, ma forse questa è la nemesi del Canada.

Insomma Leclerc fa secondo, e se gli chiedete come ha fatto non lo sa. Due sorpassi fenomenali, sia chiaro. Ma la sensazione di fondo è che il podio lo abbia vinto il muretto più che lui. Che già questa è una notizia: il muretto stavolta l’ha azzeccata. Bravo Charles, che finalmente si è dimostrato “predestinato” a un bel niente. Se gli dai una macchina buona o gomme migliori degli altri fa la sua gran figura, altrimenti resta fra la settima e la sesta piazza. Perché è un ragazzo di 22 anni, non il Padreterno. Bravissimo Norris e finalmente sul podio la McLaren, con una bella gara.

 

Che sia la volta buona?

 

Niccolò Budoia

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