Niente di nuovo sul fronte occidentale

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Niente di nuovo sul fronte occidentale

 

Niente di nuovo sul fronte occidentale. Il Gp di ieri potrebbe tranquillamente prendere a prestito la frase di chiosa del romanzo di Erich Maria Remarque per narrare le sua storia. In realtà se si analizzano bene i dati si potrebbe dire : “quasi niente di nuovo sul fronte occidentale”.

E alla fine vi spiegherò perché.

Comunque, per restare nel solco tracciato dal titolo del pezzo il racconto di questo Gp in pratica è tutto quello che avrebbe potuto succedere e che poi realmente è avvenuto. Infatti è successo che, tolto di mezzo per questioni tecnico-regolamentari il reale dominatore delle pole di questa stagione (leggi Leclerc, per chi non sia assiduo frequentatore del mondo della F1) Verstappen non ha praticamente avuto avversari nella conquista del primo posto in griglia. Certo che, come per Hamilton negli anni scorsi, all’olandese non fa certamente difetto la fortuna. Tra tutte le possibili condizioni in cui avrebbe potuto trovarsi il tracciato, causa improvvisi temporali, nell’ora delle qualifiche si è creata la condizione preferita dal pilota numero 1. Ossia pista umida tendente all’asciutto, che, come abbiamo già avuto modo di vedere a Imola è quella che maggiormente la RB gradisca. Magari non quella di Perez che proprio in qualifica ha deciso di pomiciare con una barriera protettiva attraverso il musetto. E quindi in queste condizioni a emergere oltre a Max è stato anche Alonso, che all’ultimo tentativo ha strappato la prima fila a Sainz. Dietro di loro, Hamilton e le sorprendenti Haas con entrambi i piloti poi Ocon e Russel. La domenica però come previsto, il meteo si è presentato col vestito migliore che aveva nell’armadio e un cielo terso ha preso il posto di quello plumbeo dei 2 giorni precedenti. E visto che siamo in termini di previsioni rispettate, al via Verstappen saluta e se ne va. In realtà se ne va da Alonso perché appena i 2 spagnoli invertono le posizioni in gara in virtù dell’avvenuto sorpasso su Alonso ad opera di Sainz, quest’ultimo comincia a inanellare una serie di giri veloci che lo portano a vedere chiaramente davanti a se gli scarichi della RB numero 1. Anche in virtu’ di un set di gomme più fresco di quello dell’olandese che , approfittando di una Virtual causata dallo stop della PU del compagno di squadra,  aveva deciso di pittare per risparmiare tempo, mettendo in questo modo però più giri sui suoi pneumatici rispetto ai diretti inseguitori. Nel frattempo, dietro di loro tutto scorre abbastanza secondo pronostico compresa la rimonta dello scatenato Leclerc, il quale ultimamente oltre che con gli avversari deve combattere anche col suo team (sosta di oltre 5 secondi!) e la sua macchina. Al secondo pit la situazione non cambia di molto, con Sainz che in gara ha un passo migliore di Verstappen e che pian piano tenta di raggiungere l’olandese al comando. Dietro di loro le due Mercedes che sembrano aver recuperato sino a quel momento un’ insospettabile competitività. Poi magari spenderò 2 parole anche su questo. A circa 20 giri dal termine arriva la tanto agognata (dai box Ferrari) SC. A quel punto molti, me compreso, hanno pensato che fosse finalmente arrivato il giorno della prima vittoria di Sainz in F1. E non si può dire che lo spagnolo non ci abbia provato. Il problema è che delle due una: o il rettilineo era troppo corto o la Ferrari produceva troppo drag, fate voi. Sta di fatto che in 15 giri Sainz non riesce neppure ad approcciare un attacco che sia degno di quel nome. In pratica è la sagra del vorrei ma non posso che si scontra con quella del lo so che non puoi e quindi non mi metti pressione. Morale. Tutto finisce come era…ricominciato al cinquantesimo giro. Primo Verstappen, secondo Sainz davanti a un redivivo Hamilton, Russel e il rimontante Leclerc.

Come già detto tutto come previsto. Più o meno.

Riguardo a quelle due questioni, due domande lasciate in sospeso:

La prima. Il perché ho detto quasi nulla di nuovo sul fronte occidentale. Ho detto “quasi”, perché in realtà  c’è una cosa molto rilevante, per chi decide di analizzare a fondo i dati che un Gp fornisce  visti anche in questa gara. Dati che, come spesso accade,  raccontano a chi li sa leggere un Gp nel Gp. Succede infatti che analizzando la speed trap della gara canadese emerga un dato rivoluzionario, pensando alla fatica fatta da Sainz nel tentativo di sorpassare Max. Qualcosa che nessuno avrebbe mai sospettato. Infatti la speed trap ci dice che il più veloce in pista a DRS aperto è stato…udite udite Leclerc, con una velocità massima di 342 km/h!!!

Tanto per capirci il suo compagno di squadra è al quattordicesimo posto con una velocità massima di 331 km/h.  E questo con una RB davanti a dargli la scia e DRS aperto per oltre 15 giri. Questo dato ci dice che l’ala portata in pista da Leclerc ,e solo da lui, per aumentare l’efficienza della macchina a DRS aperto ha fatto ampiamente il proprio lavoro e che probabilmente se sabato la Ferrari avesse tentato il doppio “azzardo” di un’ala più scarica, forse adesso staremmo parlando di una corsa dall’esito finale tutt’altro che scontato. Ma con i se e con i ma non si vincono i Gp. L’altra questione è la ritrovata competitività della Mercedes. E qua mi spingo nell’azzardo di una personalissima previsione che sicuramente sarà disattesa ma che, la mia ferma convinzione mi impedisce di sottacere. Ritengo che questa improvvisa impennata di prestazioni in casa Mercedes sia esclusivamente legata al layout del Gp canadese. Ormai quest’anno  siamo abituati a questi alti e bassi della casa dalla stella a 3 punte. Prestazioni sempre legate alla tipologia del tracciato più che alle varie soluzioni aereodinamiche portate in pista dal team di Toto Wolff. Ecco perché passando da un circuito che non presenta neanche una curva veloce (il vero tallone d’Achille della casa di Stoccarda) a uno (Silverstone) che delle curve veloci fa l’emblema della sua storia, tutto ciò sarà per le Frecce d’Argento un triste ritorno al passato prossimo, ovvero a una situazione pre Canada.

Vedremo se le mie previsioni saranno confermate sul tracciato inglese. In Ferrari si augurano di si. In Mercedes ovviamente no. In Red Bull credo se ne freghino, visto che, (parole di Binotto), “in RB porteranno un nuovo importante pacchetto aereodinamico”. Pacchetto col quale contano di restare davanti a tutti. E magari anche di incrementare il proprio margine tecnico.

Vedremo appunto.

Speriamo tra 15 giorni di avere importanti novità sul fronte occidentale.

Al nastro grigio, l’ardua sentenza.

 

 

Sergio Mapelli

 

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