Nestore, Carletto e suo Zio

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Nestore

Carletto e suo Zio

 

 

Di certi privilegi non ho mai goduto e con ogni probabilità in vita mia non potrò mai goderne.

Sei del mattino. Un telefono suona nella camera d’albergo di un hotel argentino. Drinn…drinn…

“Sono Ferrari. Se vuole il terzo meccanico sul muletto lo paghi lei.”

Un inviato del Corriere della Sera alla sua prima trasferta in Formula 1 per la celebre testata milanese scivola su una buccia di banana. Cosa vuole Morosini. Per quello là, le parole contavano più dei denari. In pieno novecento, Ferrari si vantava di essere un uomo nato il secolo scorso. Credo altrettanto chiaramente abbia capito in fretta di fronte a quale occasione la vita l’avesse posta. Dicono le volesse bene le Drake. E molto. Io questo non posso dirlo, ma lei ha raccontato pagine della storia Ferrari e di Ferrari come pochi altri. V’immagino a piangere Gilles insieme dopo il volo di Zolder uno accanto all’altro, come starete facendo in questo momento, mentre Villeneuve in maniera del tutto irriverente s’infila un dito nel naso. Sorridendo davanti ai vostri occhi.

Altro, la mia immaginazione in questo momentonon mi permette umilmente di pensare. Solo pace e un caro ricordo. Come quello del mio Carletto per suo Zio.

Carletto il Principe? No, Carletto e basta. Il mio amico Carletto di “Modna”. Artigiano di professione e pilota per passione. E tra me e Carletto c’è una grossa differenza. Eau Rouge a Spa con un’auto da corsa l’ha fatta in pieno. Io al massimo posso dirvi quale rispetto porti a chi come lui tiene giù il piede e passa, in un lampo di luce quella piega a sinistra che si alza verso il cielo senza farti vedere dove prosegua.

“ Dì la verità…che quando hai fatto in pieno Eau Rouge pensavi anche alla Giulia GT di tuo Zio…”

“ Eh si…la bellissima Giulia TI rosso amaranto.”

L’iniziazione di Carletto in macchina è  cominciata da lì. Dalla Giulia dello Zio e quella dolce trazione posteriore in grado di farti apprendere la docile arte del controsterzo.

Le persone spariscono, ma i ricordi rimangono. E forse il mio vero privilegio è poterli raccontare, una volte per tante volte. Perché non si spengano e continuino a vivere nel tempo che ci è stato concesso.

Dai Carletto.

La prossima volta a Eau Rouge  tieni giù anche per me.

Vedrai che tuo Zio, sarà sicuramente contento.

Una volta di più.

 

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