Mounsieur Le Mans

HEADER-TITOLO-BLOG-senza-foto

Mounsieur

Le Mans

 

Belga per belga vi sono gesti che possono cambiare per sempre le cose, proprio come accadde  più di 50 anni fa. Per l’ultima volta nella storia della corsa francese si sarebbe partiti con le vetture a spina di pesce e i piloti allineati sul lato opposto della carreggiata, pronti a correre verso gli abitacoli dei propri bolidi, innestare la prima e fuggire più veloci della luce.

Ickx no.

A quello scatto simultaneo di tutti i suoi colleghi sull’asfalto, Jacky decide di non partecipare in segno di protesta. Attraversa la pista passeggiando con tutta calma. Passi lunghi, ben distesi, allacciandosi quelle cinture che altri stringeranno al primo rifornimento. Accende il motore e parte. Ultimo in fondo al gruppo, incurante del resto del plotone davanti a lui, già lanciato a tutta velocità. Ickx quella corsa la vincerà. Gli bastano 120 metri di vantaggio (una delle vittorie dal distacco più contenuto che si ricordi sulla Sarthe) per avere ragione insieme a Jackie Oliver della Porsche 907 di Larrousse ed Hermann.

Vince. La prima di sei 24 Ore, mentre John Woolfe  in quella stessa corsa perirà in un incidente al primo giro, pilotando una Porsche 917 ancora acerba, sbalzato fuori dalla macchina in un urto violentissimo. Vince, rendendo quella sua solitaria protesta un concreto cambiamento.

Una vita.

Per una cintura non usata.

Da allora più nessuno correrà con le proprie gambe verso una vettura per entrarvi in abitacolo. Da allora, qualcosa grazie a Jacky era cambiato per sempre.

Storie crudeli e meravigliose allo stesso tempo. Storie di vite.

Appese a un lampo di velocità, per un corsa lunga 24 ore consecutive.

Storie.

Una passeggiata solitaria.

Compiuta da Monsieur Le Mans.

logo sinfonia motore almanacco

logo sinfonia motore almanacco

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell’autore
SinfoniaMotore – Tutti i diritti riservati. All rights reserved.