Monza, il WEC e un dirigibile Goodyear (il Martello degli Dei)

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Monza, il WEC e un dirigibile Goodyear (Il Martello degli Dei)

 

 

“Dall’alto si ha una prospettiva più alta. E così i nostri Marco Petrini e Nicol Villani per presentarci il mitico circuito di Monza…”

Nicola, ho una sorpresa per te.

Macchina nuova? Quella un po’ ignorante che va dove le pare a lei?

Ombrelline multitasking? ( e costume…)

Un microfono d’oro come Frank Sinatra?

Un anno fa.

Raccogliendo in autodromo l’eredità di una leggenda vivente dell’autodromo di Monza come Gigi Vignando e il suo inimitabile “poooooooole position”.

Che coraggio. Lo dico e lo penso.

Io di qua, sull’unica tribuna aperta al pubblico per il ritorno del WEC a Monza, loro inarrivabili di là. A raccontare passeggiando sul terrazzo del Paddock il ritorno in grande stile delle gare di durata sull’impianto brianzolo.

Fuga da Alcatraz. Un passo avanti agli altri. Salendo su un dirigibile, che so per certo non essere quello di Elio e le Stori Tese. Goodyear. Quando ancora un altro dirigibile nella Formula 1 degli anni ’70 salutava dal cielo di Long Beach la Queen Mary coi suoi cavalieri del rischio. Una prospettiva diversa. Il sogno di Marco e Nicola bambini. Aspetterà la macchina ignorante, aspetteranno le Ombrelline dal costume multitasking.

Basta una pole di Ale Pier Guidi a dar la giusta prospettiva a ogni cosa.

Forse gli abbiamo portato tutti un po’ fortuna. Tutti noi. Compreso un silente Fabio Magnani alle spalle di Nicola e Marco.

Una differenza. Per raccontare il moto sport come nessun altro.

Dall’alto.

Come un nobile rapace pronto a essere il primo sul traguardo la domenica.

Come Marco e Nicola .

Telecronisti speciali da uno Zeppelin giallo e blu.

Il martello degli Dei.

Nella 6 Ore di Monza.

 

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