Martini e una pole a Le Mans

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Martini

e

una pole a Le Mans

 

 

“E mutòr.”

Il cavallo d’acciao.

La Romagna in cui sono nato è fatta così: godereccia, instancabile e piena di vitalità.

“I fatti e non pugnette” di Cevoli sono realtà conclamata e quando i fatti “cosano” c’è poco da fare. La chiacchiera non vale più nulla.

Pierluigi Martini è la perfetta sublimazione di tutto ciò. Metti un romagnolo all’interno di una vettura da corsa. Questa volta “e mutòr” (il motore), da domare è alle proprie spalle e non a cavalcioni di una sella, per quattro ruote da ammansire all’unisono. Il doppio esatto dell’iconica trasmutazione equina in lucente metallo.

“Dai de gas…”

Verrebbe da dirmi. E Piero in vita sua ne ha dato a manciate, scoprendo la pagina migliore della sua carriera lontano dalla Formula 1, quando Le Mans appare come una prospettiva inaspettata e improvvisa, riaprendo il capitolo di quell’unica apparizione nell’84 a bordo della bellissima Lancia LC2.

Ci pensa un amico come Alboreto a mettere una buona parola col Conte Zanon. Dodici anni più tardi. Una Porsche 935 T.W.R. tre litri del team Joest attende Piero per un test al Paul Ricard. Freddezza teutonica e fiducia da conquistare senza tanti salamelecchi. “Fare qualche giro per prendere contatto con vettura. Bitte.” Certamente Joest non regala a Piero il calore di un’accoglienza espansiva da Romagna e  Sangiovese. Tutt’altro che sentirsi a casa.

 Il tempo di Reuter (il pilota prediletto di Joest) Martini non vede nemmeno. Tutti dietro. Dalla Romagna con furore.

‘Sto crucco invornito (persona poco sveglia….)  Non ha mica capito.

Invonito sì ma non cretino. Joest asseconda Martini. Capisce che Piero ha piede e cervello per fare cose importanti a Le Mans.

“Piero fare tu eine cortesia? Mie macchine mai partite palo di Le Mans. Tu fare me questo regalo? Si? Danke Piero.”

Eh si, a Joest mancava la pole a Le Mans. E quel Puffo romagnolo è come una folgorazione sulla Via di Damasco. L’uomo giusto, da lanciare in piena notte sul rettilineo dell’Hunaudières per partire finalmente davanti a tutti.

3’ 46” 682.

Pole position.

Sempre pensato.

“Dai de gas” Piero.

Così si fa.

Quando uno, nasce in Romagna.

 

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