Le Mans: lo specchio della vita

HEADER-TITOLO-BLOG-senza-foto

Le Mans: lo specchio della vita

 

 

Quella che sto per fare è una considerazione.

Semplice.

Magari a voce alta,ma tale rimane nella sua essenza.

La Le Mans numero 89 è andata in archivio da appena qualche ora. Ora avverto quel silenzio e quel senso di pace che mi accompagnò anche dentro al bosco di Mulsanne insieme alla SQUAD, una volta terminata la gara.

Passerà qualche giorno e, come per quelle domande fondamentali (chi sono, dove sono, che sto facendo) incapaci di trovare una risposta compiuta,finisci col chiederti da dove nasca quella tua passione per una corsa che hai imparato ad apprezzare in età matura, che ti ha portato a scriverci un libro al riguardo e immaginarne tanti altri su quello stesso argomento.

In altre parole: perché Le Mans ha finito col piacerti così tanto?

Più volte in questa notte insonne ho finito per chiedermelo.

L’unica risposta che sia riuscito a trovare è una e una soltanto.

Le Mans è lo specchio delle nostre vite, di quanto ci succeda amplificato in una corsa che dura 24 ore senza sosta. È l’immagine di un raggiunto equilibrio sopra a quanto di più folle possa esistere, per quella sua morale in cui è la gara a decidere chi debba vincere, libera di essere se stessa, da anarchica creatura mitologica e, come tale, appartenente a una leggenda la cui verità sia percepibile solo a tratti. Nel volto di chi decide di sfidarla senza nasconderle da pilota la propria paura per un giorno intero.

Ecco cosa mi piace di Le Mans.

È una creatura autentica e libera.

Come la vita che raccontiamo e seminiamo ogni giorno, senza essere piloti da corsa.

In questa vita.

O nell’altra.      

logo sinfonia motore almanacco

logo sinfonia motore almanacco

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell’autore
SinfoniaMotore – Tutti i diritti riservati. All rights reserved.