Le Mans e quei giorni

HEADER-TITOLO-BLOG-senza-foto

Le Mans e quei giorni

Le jours tristes.

Oggi, li chiamerebbero così, questi giorni sospesi.

Non parlo francese. Ma per descrivere quanto abbia vissuto in Francia mi servirebbe proprio.

C’est arrivè. È capitato. Non che Le Mans nella mia vita abbia chiesto permesso. Mi ha semplicemente chiamato. Insieme a tanto altro. Con la voce di altri. Di commissari di gara, appassionati di endurance e motorsport.

Allora ?

Come ci organizziamo?

Solito.

All’italiana.

A.A.A.

Autogestione autonoma acquisita. Quattro commissari di gara e un libro da scrivere sulla 24 Ore più famosa al mondo. Carta bianca. Come fosse un’immensa tela ancora da dipingere. Un bianco dipinto d’immensi scarabocchi, che come in tutti i grandi viaggi dell’umanità nascono semplicemente nei luoghi più improbabili e improvvisati.

Da quel giorno il bar di Luca è stato il primo punto, la mia isola felice da cui partire per quel viaggio francese. Ricordo che tra una birretta e uno spritz volavano biglietti aerei e tabelle orarie come si fosse tutti quanti all’interno di una sala corse. E poi c’era Tom, l’avvocato che di quelle poche parole spese davanti allo schermo del proprio computer deteneva il fascinoso potere dell’arringa perfetta, con Lore che da esperto contabile teneva già di conto prima ancora che si fosse percorso un solo metro in terra di Francia.

Allora quanto Fa?

Quarta nota del Pentagramma. Fa tanta roba. E giù un socmél del mio barman come piovesse mohito gratis dal cielo, anzi…

Mohitò…

C’est plus facile.

Denny teneva le gambe sospese nel vuoto, appoggiandole ai braccioli della sedia, confidando che l’avvocato non avesse dimenticato qualcosa nel redigere quell'importantissima “pratica” di volo.

Tutto a posto?

Oui Oui.

Bien bien.

Un altro po’ e Ricky armeggiando col telefono grazie all’Air France sarebbe finito in Cina…Un hacker mancato Riccardo. Fortuna faccia altro nella vita, nel regalare a tutti noi la gioia di un caffè espresso.

Pratica svolta e ampiamente conclusa. C’è tempo per qualche filmato. Oltre 350 all’ora. L’Hunaudierès fa davvero impressione.

Succhiamelo…” Se un bolognese declina un socmél in italiano la cosa è seria per davvero. Al mio barman Luca non era sfuggita la velocità sul tachimetro dentro al frastuono di una Porche 962.

Quello era L’Hunaudierès.

Ancora non avevo capito cosa mi stesse aspettando nel Nord della Francia.

La SQUAD continuava a ripetermelo in continuazione.

Capire cosa sia una 24 Ore.

Puoi solo viverla.

Tutto quello di cui continuavano a parlarmi l’avrei visto coi miei occhi.

Dentro al bosco di Mulsanne l'Hunaudiéres in quei mesi avrebbe atteso il mio sguardo.

A metà giugno.

Finalmente ero a Le Mans.

logo sinfonia motore almanacco

logo sinfonia motore almanacco

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell'autore
SinfoniaMotore - Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

 

[apss_share]