L’avventura dei Paperi in F1

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L’avventura dei Paperi in F1

    Momento epifanico quello di ieri. Dovrebbe venir di notte la Befana. Ma da me è passata con 24 ore di anticipo. In pieno giorno. Per chi delle corse ha sacri ricordi d’infanzia, l’avventura della famiglia dei Paperi in Formula 1 rimane uno di quei passaggi in grado di segnare un’epoca tra le storie a fumetti della Walt Disney Italia. Colpa del mio fratellone. Mi fa: “ Tieni guarda, in questa raccolta c’è una storia che dovresti ricordare molto bene.” Come no. La Perrari di Mirabello (paese oltretutto esistente nel ferrarese pesantemente colpito dal terremoto del 2012) guidata da Alberetto e Starnoux e quel rosso che non si tocca, la Plotus, La McLallen di Crost e Bagnacauda, la Perault di Tamburay, l’Alfa Marameo di Pretese, la Brabram e la Polleman,che i meccanici in 8 secondi e tre decimi smontano e rimontano completamente,arrivando addirittura a dare un colpo di pennello alla carrozzeria. E poi il latte Tarmalat, la maglieria Polpetton, la Cola Cola, il bitter Lampari, le candele Boschi piuttosto che la reclame delle auto Mord senza dimenticare le gomme Piselli e l’elettronica della Magnate Metalli, col fido e inossidabile Bolsonieri pronto a tenere la sua telecronaca da famigerate postazioni impossibili, a metà tra un tombino a bordo pista e il ramo di un albero cui avvilupparsi col filo del microfono. Un esercizio di nomi e fantasia in cui inserire la famiglia dei Paperi e le ambizioni da sponsor di Zio Paperone nel voler promuovere i suoi succhi di melanzane. Costa troppo rivolgersi a team e agenzie, la macchina me la faccio da me, specie da quando ha scoperto che anche Rockerduck ha un suo team e una sua monoposto che monta motori Perrari pilotata da Emerson Fritticaldi. La Turbopaper Mk1 contrasterà la Rocker Turbo, pilotata ovviamente da Paolino Paperino cui la masterclass con Fulvio Maria Palladio (main sponsor Topolino…) pare aver dato qualche dritta su come tenere tra le mani il volante di una Formula 1… Boia…che botta di nostalgia. E di umana bellezza. Tanto da farmi pensare una cosa. Com’era bella la mia Formula 1. Anche solo dalle pagine. Di un fumetto per bambini.
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