La vittoria del Canguro Rosso

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La vittoria

del

Canguro Rosso

 

“ Ferrari e Mercedes avranno problemi a terminare la gara a causa dell’affaticamento al quale saranno sottoposti sia i piloti che le vetture dal porpoising (saltellamento ndr). Testi e musiche di questa “canzoncina” del sig. Marko Helmut da Graz,Austria. Ex pilota e attuale manager talent scout del team Red Bull.

E invece. E invece proprio come Red Max ( mai nome fu più appropriato), del Wacky Race, balzellon balzelloni la Red Car ha dominato il Gp dei canguri, cosi definito da me sia per la location che per il suddetto porpoising.

Ci sono un paio di analisi tecniche interessanti emerse dal Gp ma prima di affrontarle facciamo una breve cronaca del week end.

Le prove libere vedevano, soprattutto nelle FP3,  le Red Bull davanti di qualche decimo rispetto alle Ferrari tanto che tutti le davano favorite per la vittoria, perché: “il nuovo layout ha trasformato un circuito teoricamente pro Ferrari in un tracciato pro Red Bull”. Cosa che io ho trovato da subito molto strana. Se è vero che era astato aggiunto un lungo rettilineo è altrettanto vero che parliamo di 1200 m.  di pista a favore di Red Bull contro i restanti 3700 m fatti di curve , molte delle quali a bassa velocità percorrenza. Quindi?

 Quindi almeno alla pari no?

E che fosse “almeno alla pari”  lo si è visto il sabato quando è stato il vero momento di tirar fuori la prestazione . La Ferrari ha messo subito  le cose in chiaro mettendo Leclerc in pole e , senza problemi contingenti, anche Sainz sarebbe stato in grado di mettere a segno una prestazione uguale se non migliore del monegasco, tale da dipingere di Rosso tutta la prima fila. Invece il pilota spagnolo si è trovato in nona posizione , anche a causa della sua esagerata esuberanza nel giro decisivo che l’ha portato a un errore, come dire, non da Sainz. Perciò la griglia di partenza per le prime file recitava:

Leclerc . Verstappe. Perez , Norris, Hamilton e Russel.

La gara.

 Al via Leclerc scatta davanti  ma neanche il tempo di scaldare le gomme,  che Sainz si lancia in un disperato sorpasso , nel tentativo di recuperare posizioni esasperato oltre che dalla posizione di partenza anche da un cattivo start che gli ha fatto perdere ulteriori posti in  gara. Anche qua, non un tentativo alla Sainz, che notoriamente è un pilota molto razionale ed analitico e invece ha compiuto un’azione  che nulla aveva di razionale e tanto meno di analitico. Perché non era né nelle condizioni tecniche (gomme bianche) che in quelle ubicazionali (punto della pista inadeguato) per porre in essere un tentativo di sorpasso. Risultato? Testacoda e termina la gara dopo poche curve.Quindi SC. Alla ripartenza Leclerc ricomincia da dove aveva terminato e pian piano , balzellon balzelloni appunto, ricostruisce un buon margine su Max. Arriverà sino a 9 secondi. Al pit poco cambia sino a quando la seconda SC , causata da Vettel, metterà Verstappen  nell’unica reale possibilità in tutto il Gp di dare fastidio a Leclerc che, a causa di una ripartenza  non perfetta,  si vedrà affiancato dall’olandese in fondo al rettilineo del via. Il monegasco però resiste e da li in poi ricomincia a macinare giri su giri, tempi su tempi. Tanto che il campione del mondo nel disperato tentativo di resistere dovrà fruttare e poi parcheggiare ( per la secondo volta su 3 gare) la sua Red Bull a bordo pista mentre un bel fuocherello, (che tanto ricorda quello di Gasly in Barhein), esce dal posteriore della sua vettura. Si potrebbe dire che la gara per il primo posto, ammesso che ce n’è fosse stata una, finisce li. Con Leclerc che allunga senza problemi e che in modo “smargiasso” sosterrebbe qualcuno, insiste col box per dare una prova di forza ulteriore mostrando i “muscoli” del record in gara all’ultimo giro. Premesso che il box nega a più riprese a Leclerc e che il monegasco puntulamente…disattende facendo appunto il best time all’ultima tornata. Sul traguardo passeranno poi Perez secondo e Russel terzo con Hamilton giù dal podio a guardare il suo team mate spruzzare vino bianco Ferrari dall’alto.

Ora però vorrei tornare alle analisi tecniche di cui parlavo all’inizio.

La prima riguarda la prestazione della Ferrari. E partirei proprio dall’ultimo giro di Leclerc . quello del record. Giustamente l’ing Mazzola ieri ha fatto notare come Schumy ai suoi tempi fosse molto abile a nascondere il reale potenziale della vettura e che mai avrebbe fatto la “smargiassata” del record sul traguardo. Vero. Concordo.  Ma se voi analizzate bene questo giro vedrete che Carletto l’ha fatto senza salire mai sui cordoli, senza prendersi il benché minimo livello di rischio, in mezzo (soprattutto nel t3) a doppiati che stavano già rallentando e passando sul traguardo nella zona sporca del circuito. Questo significa (Dio volesse che io abbia ragione), che il vero best lap se fatto veramente “alla morte” avrebbe potuto essere abbassato dal Leclerc (secondo me) di almeno 5-6 decimi ancora! Sensazione mia? Vedremo.

La seconda invece riguarda gli sviluppi futuri. E nasce proprio dalle parole sopra citate di Helmut Marko. Perché tolta la parte : Mercedes e Ferrari non finiranno, la parte relativa al porpoising è reale e si è vista per entrambi i team. Ma è proprio da qui che sorge la domanda. Ma se Ferrari riesce a mettere in pista al momento una prestazione  “da bestia” per dirla alla Leclerc con evidenti problemi di porpoising cosa sarà in grado di fare quando saranno risolti? Quando il canguro smetterà di saltellare?. Perché la mia sensazione è che le diverse velocità realizzate in rettilineo dalla Ferrari, molto inferiori a quelle Red Bull non siano figlie di una reale inferiorità tecnica in termini di potenza e drag. Al contrario, siano una fredda e scientifica scelta fatta a tavolino per poter trovare la prestazione generale “girando intorno” (per il momento) al problema del porpoising . Ovvero, visto che non posso spingere la mia macchina oltre certe velocità causa problemi eccessivi di saltellamento decido scientemente di usare la mia potenza motore dando qualche grado di ala in più, recuperando (anche abbondantemente), nelle curve ciò che , al momento, perdo sul rettilineo. E quindi se questa mia analisi fosse corretta quanto potrebbe ancora ulteriormente migliorare in termini di prestazione la F1-75 una volta risolti ,( forse già a Imola… ) questi problemi di natura tecnica?

Il canguro diventerà un purosangue lanciato nelle praterie dei circuiti europei?

Io al pensiero ho già l’acquolina in bocca.

E voi?

 

 

Sergio Mapelli

 

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