La vita di Fon

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La vita di Fon

 

Che giorno è Fon?

No se…”

Era marchese. Con un nome chilometrico . E lui pensò bene di racchiudere tutto in tre lettere.

Fon.

Nobile di Spagna, il Marchese De Portago. Lui era  Don Alfonso Antonio Vicente Eduardo Ángel Blas Francisco de Borja Cabeza de Vaca y Leighton, marchese di Portago. A ricordare in Italia ben più cupi Don spagnoli di manzoniana memoria.

Ma qui non c’entra la letteratura. Una vita simile non potrebbe essere racchiusa in nessun tipo di romanzo. La si può solo raccontare per ciò che è stata.

La vita di Fon.

Donne bellissime, macchine rosse e potentissime. Il ricordo di una nuotata col papà nelle gelide acque dell’Atlantico in una giornata di primavera, coi polmoni del piccolo Fon che non sono pronti ad accogliere l’aria gelida di quel giorno.

Fon piange e nuota ma quando suo padre lo abbraccia è come se lo avesse riportato in vita. La lezione del coraggio era stata appresa. Il resto erano solo convenevoli, buoni per essere raccontati nei salotti altolocati di Madrid.

Tanto a Madrid…Fon non c’era mai…

Che giorno è Fon?

“No se…”

531.

Sulla sua Ferrari 335 S è scritto così.

Ma forse era giusto scrivere 427. Quando una tazza di tè al latte finisce in frantumi.

Fon capisce. Ed accetta il suo destino. Da suo padre aveva imparato il coraggio, seminando per il mondo vestiti, passioni e un modo d’intendere la vita basato sulla completa improvvisazione. Non c’è un prima e un dopo. Per Fon esiste solo il presente.

Che giorno è Fon?

“No se…”

Anche se fosse l’ultimo. Da vivere su questa terra.

 

 

La vita di Fon

 

Che giorno è Fon?

No se…”

Era marchese. Con un nome chilometrico . E lui pensò bene di racchiudere tutto in tre lettere.

Fon.

Nobile di Spagna, il Marchese De Portago. Lui era  Don Alfonso Antonio Vicente Eduardo Ángel Blas Francisco de Borja Cabeza de Vaca y Leighton, marchese di Portago. A ricordare in Italia ben più cupi Don spagnoli di manzoniana memoria.

Ma qui non c’entra la letteratura. Una vita simile non potrebbe essere racchiusa in nessun tipo di romanzo. La si può solo raccontare per ciò che è stata.

La vita di Fon.

Donne bellissime, macchine rosse e potentissime. Il ricordo di una nuotata col papà nelle gelide acque dell’Atlantico in una giornata di primavera, coi polmoni del piccolo Fon che non sono pronti ad accogliere l’aria gelida di quel giorno.

Fon piange e nuota ma quando suo padre lo abbraccia è come se lo avesse riportato in vita. La lezione del coraggio era stata appresa. Il resto erano solo convenevoli, buoni per essere raccontati nei salotti altolocati di Madrid.

Tanto a Madrid…Fon non c’era mai…

Che giorno è Fon?

“No se…”

531.

Sulla sua Ferrari 335 S è scritto così.

Ma forse era giusto scrivere 427. Quando una tazza di tè al latte finisce in frantumi.

Fon capisce. Ed accetta il suo destino. Da suo padre aveva imparato il coraggio, seminando per il mondo vestiti, passioni e un modo d’intendere la vita basato sulla completa improvvisazione. Non c’è un prima e un dopo. Per Fon esiste solo il presente.

Che giorno è Fon?

“No se…”

Anche se fosse l’ultimo. Da vivere su questa terra.

 

 

La vita di Fon

 

Che giorno è Fon?

No se…”

Era marchese. Con un nome chilometrico . E lui pensò bene di racchiudere tutto in tre lettere.

Fon.

Nobile di Spagna, il Marchese De Portago. Lui era  Don Alfonso Antonio Vicente Eduardo Ángel Blas Francisco de Borja Cabeza de Vaca y Leighton, marchese di Portago. A ricordare in Italia ben più cupi Don spagnoli di manzoniana memoria.

Ma qui non c’entra la letteratura. Una vita simile non potrebbe essere racchiusa in nessun tipo di romanzo. La si può solo raccontare per ciò che è stata.

La vita di Fon.

Donne bellissime, macchine rosse e potentissime. Il ricordo di una nuotata col papà nelle gelide acque dell’Atlantico in una giornata di primavera, coi polmoni del piccolo Fon che non sono pronti ad accogliere l’aria gelida di quel giorno.

Fon piange e nuota ma quando suo padre lo abbraccia è come se lo avesse riportato in vita. La lezione del coraggio era stata appresa. Il resto erano solo convenevoli, buoni per essere raccontati nei salotti altolocati di Madrid.

Tanto a Madrid…Fon non c’era mai…

Che giorno è Fon?

“No se…”

531.

Sulla sua Ferrari 335 S è scritto così.

Ma forse era giusto scrivere 427. Quando una tazza di tè al latte finisce in frantumi.

Fon capisce. Ed accetta il suo destino. Da suo padre aveva imparato il coraggio, seminando per il mondo vestiti, passioni e un modo d’intendere la vita basato sulla completa improvvisazione. Non c’è un prima e un dopo. Per Fon esiste solo il presente.

Che giorno è Fon?

“No se…”

Anche se fosse l’ultimo. Da vivere su questa terra.

 

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