La quinta di Ogier: sinfonia del “Destino”

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La quinta di Ogier: sinfonia del “Destino”

 

Con il terzo posto al Rally del Galles, Ogier si è fregiato per la quinta volta del titolo piloti. Le speranze di ribaltare la classifica da parte di Neuville erano ridotte al lumicino e ad Ogier è bastato portare a termine la gara senza prendere rischi .

La stagione del francese della Ford è stata un mix di regolarità e velocità, riuscendo a vincere due Rally (Montecarlo e Portogallo) e raccogliendo una serie importante di piazzamenti a podio. Tre secondi e quattro terzi posti, quando non aveva la possibilità per puntare alla vittoria come nelle stagioni precedenti alla guida di una Wolkswagen Polo dalla superiorità schiacciante. Errori in questa stagione veramente pochi. L’unica vera uscita che annovero è stata nel Rally di Finlandia, ma senza mai correre rischi eccessivi nelle Power Stage che hanno invece visto i suoi rivali diretti in campionato alle prese coi più disparati inconvenienti.

Dopo il ritiro inaspettato della Wolkswagen a fine 2016, Ogier decide di scegliere la scommessa Ford capitanata dal team di Malcom Wilson. Una macchina completamente nuova dettata dai nuovi regolamenti. Sicuramente la classe del campione aveva capito la bontà del progetto Ford nei pochi test precampionato ma non dimentichiamo che il team di Wilson anche se è di primissimo livello è pur sempre un team privato e la lotta non era delle più semplici con case ufficiali come Hyundai, Citroen e Toyota.

Ripercorrendo la stagione del pilota francese, ci si accorge della grande partenza a Gennaio nel Rally di Montecarlo con la prima vittoria. Nonostante abbia vinto, la gara viene condotta da Nevuille in modo autoritario, gettando la vittoria al vento contro un palo nei km finali. Il primo regalo del pilota belga in questa stagione ad Ogier.

Nel Rally di Svezia, Ogier complice qualche piccolo errore si piazza terzo. Altra gara dominata da Nevuille che, per un banale errore in una prova spettacolo perde la gara, mentre la vittoria è a portata di mano. Secondo regalo consecutivo per Ogier e la sua Ford.

Nel Rally del Messico corso su sterrato, riscatto della Citroen con Kris Meeke. Dopo aver provato a battagliare con la Citroen, Ogier si accontenta del secondo posto davanti a Nevuille .

La quarta gara stagionale si corre sull’asfalto del Tour de Corse. Non c’è storia. Vittoria meritata di Nevuille con Ogier che si piazzerà nuovamente secondo.

Nel rally di Argentina, nuova vittoria di Nevuille con Ogier al quarto posto ma mai veramente in gara dietro anche ai suo compagni di squadra Evans e Tanak. Questa gara resta lo spartiacque per le gare successive  a cominciare dal Rally del Portogallo, dove il pilota di Wilson piazza una vittoria scaccia crisi davanti al rivale Neuville.

In Sardegna Ogier  è quinto, in un Rally che lo vede avere continua mancanza di grip anche per la posizione di apripista al venerdi. Neuville si piazzerà al terzo posto riducendo il distacco da Ogier a 18 punti, ma il francese trova un alleato nel suo compagno di squadra Tanak che più di una volta si interpone nelle varie speciali davanti Neuville, cogliendo la prima vittoria in carriera del pilota estone.

In Polonia, le condizioni climatiche piovose rendono le strade viscide. La vittoria è di Neuville. Ogier nonostante problemi di macchina ed errori riesce a portare a casa il terzo posto. Il successo ha portato il pilota belga a ridosso di Ogier, a soli 11 punti. Il mondiale si sposta  sulle veloci prove speciali della Finlandia, dove ci sarà l’exploit di Lappi su Toyota. Neuville correrà una gara opaca arrivando sesto mentre Ogier è vittima di un uscita e si ritirerà.

Sarà il suo primo vero errore della stagione  e permetterà al belga di appaiare in classifica generale Ogier a 160 punti.

Restano tre gare: Germania, Spagna , e Galles.

L’ Adac Rally in Germania è terreno di caccia di Ogier vincitore nel 2015 e 2016. Non riuscirà a fare la differenza come nelle precedenti edizioni, piazzandosi al terzo posto alle spalle di Tanak  e di Mikkelsen, ma il vero perdente in Germania è Neuville che con un errore di guida nella Power Stage distrugge il gruppo sospensivo della sua Hyundai.

In terra spagnola quindi è tappa decisiva per il mondiale piloti. Con questo Rally Ogier ipoteca con buone possibilità il quinto titolo. Il secondo posto alle spalle di un redivivo Meeke su Citroen lo proietta a 198 punti contro i 160 di Neuville. Il ritiro del rivale belga per un suo ennesimo errore lo elimina dalla lotta per il titolo. Nell’ ultima gara in Galles ad Ogier basta una gara accorta senza prendere rischi per far suo il campionato. Il francese si piazza  al terzo posto, dietro ad Evans e Neuville .

Alcune considerazioni personali riguardo a questo campionato.

–  Devo ammettere che fino a metà stagione davo per vincente l’accoppiata Hyundai-Nevuille. La mia convinzione nasceva dal fatto che la Hyundai nel corso della stagione potesse fare un salto di qualità velocistico. Che questo sia avvenuto non ne sono del tutto certo, ma se ci fosse stato devo dire che il team di Wilson ha fatto un lavoro eccezionale sia a livello di prestazioni che di affidabilità. Il pacchetto macchina-piloti è stato il migliore. Chapeau.

– Quanto ad Ogier, vedere la sua stagione senza più l’astronave Polo è stato fantastico. Ha preso in mano una macchina avendoci  fatto pochissimi test. Primo rally vittoria. Ha dato input importanti per far crescere la Fiesta, anche nei momenti in cui sentiva l’auto non cucita su di lui ha stretto i denti e l’ha portata quasi sempre a punti  commettendo pochissimi errori. Un campionato alla Prost. Doppio  chapeau. A questo punto che rimanga in Ford con Wilson o che vada in Citroen è il pilota che potrà fare veramente la differenza nel far vincere un mondiale. Oggi più che mai UN CAMPIONE. Sarà lui il prossimo anno il pilota da battere .

–  Su Neuville sinceramente ad inizio stagione credevo in lui e ad un certo punto del mondiale quando aveva raggiunto Ogier in classifica per me era il favorito numero uno. Mi ha ricordato un po’ la stagione di Vettel in Ferrari. Nei momenti cruciali ha fatto troppi errori. Peccato. La Hyundai c’era come prestazioni. Per il prossimo anno lo metto tra i piloti in lizza per il mondiale, ma dovrà dimostrare di essere un vincente e magari avere la costanza e la visione di gara di Ogier, uomo da cinque titoli. Come la nota sinfonia di Beethoven.

Quella del “Destino”.

 

 

[/vc_column_text][vc_column_text css_animation=”fadeIn”]Andrea Piras

 

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