La prima volta di Jerez

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La prima volta

di

Jerez

 

Il ritorno del Gran Premio di Spagna sul nuovo circuito di Jerez de La Frontera regalò agli annali delle corse una delle gare più epiche della storia recente.

Quel 13 aprile ’86 Nigel Mansell pensò bene di tirar fuori dal cilindro uno dei suoi furibondi conigli mannari, ingaggiando per quasi tutta la gara un duello serrato con la Lotus di Senna. A dieci giri dal termine  Nigel si trova al comando tallonato da Ayrton e la McLaren di Prost, ma le sue gomme sono al collasso tanto che governare la vettura risulta praticamente impossibile. L’inglese viene superato di slancio dai due inseguitori optando per un azzardo assoluto. O tutto o niente, fedele al suo motto. Entra ai box. Cambio gomme, imprecando (come spesso gli succedeva) dall’abitacolo. Esce sgommando, da quel crocevia di disperazione che sembra essere il box Williams in quel momento. Terzo a oltre venti secondi dalla vetta. Senna intanto allunga su Prost e la classifica sembra congelarsi in distacchi tali da non far supporre fino al traguardo alti possibili stravolgimenti, se non per rotture o errori di guida.

Ma Nigel è di tutt’altro avviso. Otto giri al termine. Distacco dalla vetta diciannove secondi. Per Senna sembra fatta. Sarebbe il terzo successo in carriera, il primo su pista completamente asciutta, salvo che Mansell  al riguardo sembra essere propendere per un opinione in lieve controtendenza. Vuole recuperare oltre due secondi al giro su Ayrton  in virtù di quel suo nuovo treno di pneumatici appena montato. Otto giri, tenendo un ritmo impossibile per chiunque altro. Quando Ayrton inizia l’ultimo passaggio ha ancora su Mansell un margine di un secondo e mezzo. Nessuno immagina che sotto la bandiera a scacchi il paulista riuscirà a imporsi per appena 14 millesimi. Il terzo distacco più ravvicinato di sempre dopo Monza ’71 e Indianapolis 2002. Nigel non ha vinto ma l’impresa mancata per un lembo di terra aveva finito per cucirgli addosso un nuovo vestito, mentre Piquet nel retrobox mastica amaro,per un motore Honda ammutolitosi improvvisamente al 39° giro.

Da “Mansueto” a “Leone”. Riscrivendo il destino di un pilota che da quel momento in poi non sarebbe stato più lo stesso.

Da quella prima volta.

Sul circuito di Jerez.

 

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