La passione e le regole

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La passione e le regole

 

 

“Croce e delizia direbbe il buon Alfredo Germont…ma almeno a lui Violetta si concesse…in barba alle regole…della buona società…”    

(Emiliano Tozzi)

 

Sia chiaro fin da subito.

 Verstappen ha meritato questa gara. Punto.

Ci sono pero un paio di considerazioni che vorrei fare cosi “an passant”.

Prima considerazione.

Ci hanno ripetuto sino alla noia che tutti vogliono più sorpassi in gara (con 3 zone DRS su di un circuito di 4km…) più lotta, più spettacolo, più gare “virili e maschie” ma….

Ma all’interno di questa area legata all’amore e alla passione per la F1 e il motor sport in generale ci sono le REGOLE.  E alla Ferrari se ne sono accorti in Canada di quanto siano presenti e incidenti cotante regole.

In pratica la lotta è bella però purtroppo l’attuale regolamento è troppo cavilloso e certe cose non si possono fare quindi occorre adeguarsi.  Ho dato un’occhiata a tale suddetto regolamento giusto dopo la gara e non ho visto nessuna data di scadenza quindi presumo che quello in vigore 3 settimane fa sia ancora valido.

O no?

Probabilmente dopo le polemiche del Canada, quelle delle gomme e sulla noia dei Gp c’era la voglia di qualcosa di diverso. E quando farlo se non nella natia patria di Lauda? Magari con l’inno austriaco sparato negli altoparlanti sotto una marea festosa, magari senza l’ingombrante presenza della Mercedes che oggi si è letteralmente tolta da sola dai piedi?

Seconda considerazione.

Sebastian Vettel. Per parlare di Seb parto da Leclerc. Grande gara. Grandissima gara del monegasco. Lo amo…sportivamente parlando.

Ma…

Ma se Seb fosse partito in prima fila oggi avrebbe vinto perché nel Gp ha avuto più passo. Vi lascio con un pensiero. Cosa avremmo sentito da tutti, tifosi e addetti ai lavori, se Seb avesse avuto il week end di Charles e viceversa Leclerc quello di Seb?

Uno penalizzato dalla “scuderia” al sabato costretto a partire nono. Penalizzato dalla “scuderia” nuovamente in gara al pit senza gomme. Poi fermato ai box per un secondo pit.

L’altro parte dalla pole e a 2 giri dalla fine si fa superare con tanto di ruotata subita.

Apriti cielo COSA AVREMMMO dovuto ascoltare? A voi la risposta.

Alla fine direi che se facessimo 11 Gp a Monza e 10 in Austria invece che girare il mondo su circuiti improponibili vedremmo un grande mondiale.

La risposta della FIA ha fatto il resto, perché a volte è brutto applicare regolamenti che tolgono passione e spettacolo. Però l’uniformità è l’unica regola che cancella le polemiche.

Quando perdi così.

Senza diritto di replica.

Sergio Mapelli

 

 

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