La pancia e la testa

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La pancia e la testa

(di Sergio Mapelli)

 

 

“Sergio ha scritto di getto questo pezzo…Non sarà grande giornalismo. Ma sono belle verità. Per tutti.”    

(Emiliano Tozzi)

 

Stavo rivedendo il Gp Di Baku.

Non fateci caso: noi “drogati” di F1 usiamo le repliche come il metadone e alcuni pensieri si sono materializzati nella mia mente mentre guardavo Daniel  Ricciardo che mestamente o quasi comicamente terminava la sua corsa tamponando o meglio centrando in pieno il povero Kvyat. Daniel era nel bel mezzo di un disperato tentativo nel cercare di rendere dignitoso il suo Gp fino a quel momento anonimo come fosse l’ultimo dei rookie ( non oso pensare cosa avrebbero pensato alcuni soloni se Stroll avesse fatto la stessa manovra) e ha preso in pieno il russo che, sempre a causa di Ricciardo aveva dovuto allungare la sua traiettoria per evitare una collisione. Collisione solo rimandata di qualche secondo perché poi l’australiano l’ha preso in retromarcia. E mentre gli occhi guardavano quasi increduli quella scena il pensiero andava al Ricciardo formato Superman che tutti volevano alla Ferrari al posto di Vettel. Il fenomeno che aveva battuto  Seb alla Red Bull per poi scoprire suo malgrado qualche anno dopo come fosse dura la vita del “pilota partente”  nel team  austriaco. E non voglio parlare male di Daniel. Assolutamente no. Anzi era, resta e sarà sempre uno dei miei piloti preferiti in questa F1. E’ solo una riflessione che nasce pensando a quello che è successo negli ultimi anni a livello di valutazione dei piloti. E non parlo delle famose chiacchere da bar. Parlo delle chiacchere da paddock e da media. Di chi per lavoro o per un motivo o per l’altro segue la F1 con particolare attenzione e  trasporto.  E l’esempio emblematico di quello che voglio far emergere è  quello che sta succedendo da un anno (ma forse anche di più) a Seb. Sottolineando il fuoco amico e nemico al quale è sottoposto il “bollito” Vettel. Parlo di gente pagata per scrivere e parlare di questo sport che si permette di chiedere: “Seb ti senti ancora in grado di battere Leclerc o Hamilton?”

E Vettel che da solito signore a rispondere con estrema eleganza.

“ Io punto a vincere il mondiale e di conseguenza credo di averti risposto”

Tutto questo  mentre qualcun altro e non parlo di un 4 volte campione del mondo ma di un ragazzino ancora in età da brufoli, solo qualche mese fa minacciava di dare testate a destra e amanca qualora la domanda non fosse stata di suo gradimento. Ma nessuno si è scandalizzato.

 I media scelgono sempre il carro su quale salire. E soprattutto il momento.

Faccio un esempio recentissimo, così mi spiego meglio.

Scusate, ma perché nessuno ha chiesto a Ricciardo; ti senti ancora in grado di lottare con Hulkenberg?

Perché nessuno ha chiesto ad Alonso come mai Norris sia riuscito a far migliorare questa McLaren in cosi poco tempo mentre lui in 3 anni ha solo fatto battute via radio? Giusto per fare l’esempio di altre futili domande ma la cosa che mi lascia interdetto in maniera impressionante è anche la diversa interpretazione dei fatti e della realtà.

Altro esempio. Amo Leclerc da quando si è infilato in una Gp3 con il timbro della Ferrari Accademy sulla tuta ma non si può avere due pesi e due misure nella valutazione di ciò che accade in pista. Perché poi alla fine a parlare è la carriera e sul libro dei grandi ci finisce che vince e non chi inventa un tipo di sorpasso o è più o meno social. E la cosa che continuo a non capire è perché praticamente tutti i media sia televisivi che “cartacei” tendano a far decollare la carriera di Leclerc sminuendo quella di Vettel. Spesso facendo valutazioni fuori contesto a agendo in modo prevenuto. Il tutto senza neanche pensare come la cosa i sé sia in contraddizione con se stessa. Perché delle due l’una: o Vettel è un campione e allora  batterlo diventa impresa da campioni  oppure se Vettel è una “pippa” e allora batterlo non dovrebbe essere questa grande impresa che ormai viene dipinta ogni qual volta il monegasco precede il tedesco. E lo ripeto. Io sostengo il “partito” di Leclerc da quando ha preso in mano un volante. Vado a vedere molte corse minori e quando i piloti vengono “scoperti” dalla F1 o anche dalla F2 beh per me non sono una sorpresa. Lungi da me fare autocelebrazione era solo per dire che sono un fan di Leclerc e ho anche qualche tweet  (con tanto di risposta) a testimonianza. Ma non sono io la questione. La questione è che il pilota di F1 per sua fortuna o sfortuna non è in grado di determinare al 100% il valore della sua carriera perché il 70% delle sue prestazioni sono determinate da un componente esterno fondamentale. La macchina. Quindi quando si fanno valutazioni sul valore di questo o quel pilota occorre sempre tenere presente la macchina , il momento e la carriera. Ho usato solo gli esempi  di Ricciardo e Leclerc – Vettel sia per motivi di lunghezza del pezzo ( ma ne avrei a iosa) sia perché attualmente sotto gli occhi di tutti. Ma la storia della F1 è piena di questo tipo di storie fatte di “amore” e “odio” dei media e anche da parte dei tifosi per questo o quel pilota. E guardate che non riguarda solo i piloti “normali”.  Schumacher, Senna, Prost ,Mansell, Fangio , Piquet ecc… Tutti sono stati sottoposti allo stesso trattamento sia in senso positivo, per qualcuno, che negativo, per qualcun altro. Non solo.A volte lo stesso pilota ha compiuto il salto della barricata della “simapatia” da una parte all’altra e viceversa. E siccome questi signori oltre a fare qualcosa di incredibile all’interno di una F1 rischiando tra le altre cose anche la vita, certe considerazioni  palesemente forzate e scritte più di pancia che di testa mi danno un po’ fastidio. Tutto qua. Quindi direi non confondiamo le sensazioni con le valutazioni o almeno prima di dare giudizi facciamo qualche analisi un po’ più obiettiva della situazione . E questo vale per tutti.

Soprattutto per me.

Concludo  con una considerazione/domanda emblematica di quanto volevo esprime in questo pezzo.

Se quest’anno Bottas dovesse vincere il mondiale, cosa possibile per quanto visto sinora, cosa direbbero i media del FENOMENO Hamilton ( il deux “in” machina del momento)  che in 4 anni riesce “nell’impresa “ di perdere 2 mondiali a parità di macchina con Nico e Valtteri?

 E cosa direbbero di Vettel nella medesima situazione?

A voi la risposta.

 

 

Sergio Mapelli

 

 

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