La Macchina del Capo

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La Macchina del Capo

 

 

“Come? Non l’avete ancora costruita? Non vi sono bastati più di 30 anni?”

Gli mancava quel metro. Dopo il traguardo.

La “rottura perfetta”.

La vittoria perfetta.

Quella che doveva ancora venire. E conquistare. Quella parte di mondo non ancora conquistato.

Il capo non avrebbe perso le sane abitudini di un tempo. Non condivideva tante cose, e di tante altre non concepiva il principio. Altro che carro davanti ai buoi. La china dell’attuale Formula 1 non l’avrebbe gradita. Affatto.  Se una macchina da corsa non può esprimere tutta la cavalleria di cui dispone…allora non è una macchina veloce. E tantomeno perfetta.

La macchina perfetta. Ancora manca. Senza appello.

Per ora non si è vista.

E correndo così probabilmente faticheremo a vederla.

Rompersi un metro dopo il traguardo. Non è ancora successo. Fossero cinque, sette venticinque gare da percorrere con lo stesso motore.

Ancora non si è vista.

Forse non è una questione di tecnologia. Ma di coraggio. Un calcolo, che tende a infinito, a un traguardo irraggiungibile. Certo è vero. Se posso pensarlo, posso anche realizzarlo. Ma forse non è un azzardo tecnico, ma di un cuore, che ha smesso di battere giusto quei trent’anni e più fa, ma  che ancora adesso sarebbe più vivo di una mandria di puledri al galoppo.

Cavallini Rampanti, che non riposano mai.

Perché una passione la si può solo vivere e non descrivere.

Come la macchina del Capo.

La macchina perfetta.

Di Enzo Ferrari.

 

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