La “Bizona” di Coulthard

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La “Bizona”

di

Coulthard

 

Eh beh Montecarlo…

Che classe.

Nota località balneare della Costa Azzurra, pronta a trasformarsi nei giorni del Gran Premio di Formula 1  in perfetto “pataccodromo” extra lusso. Oltre standard qualitativi già di per sé assai elevati per densità e qualità delle bellezze proposte. Una passerella continua, cui il buon Coulthard da residente nel Principato non può certamente sottrarsi, accompagnandosi alla nuova fiamma del momento. La modella brasiliana Simone Abdelnour.

L’ennesima fidanzata a valle di un elenco sterminato di femminee bellezze catturate dal pilota scozzese, come nemmeno Ridge di “Beautiful” avrebbe potuto anche solo immaginare con la sua altrettanto volitiva mascella.

Trova le differenze. Tra lui e Schumacher. Asceta campione ferrarista monogamo, quasi più dedito al fitness che a Corinna. Ma Schumi con la F-2002 incarna davvero un’armata invincibile.

David con la Mp4-17 un po’ meno. Molto meno. In compenso il mare di donne che l’accompagna ai circuiti diventa sempre più un oceano sconfinato. Cose che solo a Monaco, oggi come 20 anni fa possono trovare spiegazioni del tutto diverse, seppur comunque valide, nel giustificare l’improvvisa e ritrovata competitività di casa McLaren. Quell’anno sull’asfalto monegasco le Michelin funzionano meglio delle Bridgestone che equipaggiano le Rosse. Quanto basta a mettere in difficoltà la perfetta macchina da guerra ferrarista. Schumi manca la prima fila, come non succedeva dal Gran Premio del Belgio del 2001. Davanti a lui Montoya con la Williams e David Coulthard, entrambi con ai piedi le gomme del Bibendum.

In gara Schumi le prova tutte ma quel giorno Coulthard assomiglia più al connazionale Stewart (tre volte vincitore da queste parti) che non a James Hunt. Altro pilota come lui anglosassone, che tra donne e velocità non faceva distinzioni di sorta, per quantità e qualità.

Eppure Schumi spera. Dal trentesimo giro per sette giri. Verso la discesa del Mirabeau vede la McLaren dello scozzese fumare a ogni scalata di marcia.

Spera per sette giri.

Poi più nulla.

Grazie alla telemetria bidirezionale, i tecnici di Woking riescono a porre rimedio al malfunzionamento del motore Mercedes, riprogrammando la centralina con una nuova mappa motore.

Il motore di David non fuma più.

Coulthard si aggiudica il Gran Premio del Principato con un espediente tecnico, ammesso per la prima volta nel regolamento tecnico stilato dalla FIA per la stagione 2002.

Nemmeno Oronzo Canà con la sua “Bizona”, dopo 78 giri tirati allo spasimo avrebbe potuto osare tanto, cercando di tenere Schumacher e la sua Ferrari continuamente alle proprie spalle.

Ciò che è stato consegnato ai posteri.

Dalla “Bizona” di Coulthard.

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