Jeddah 2022: Attacco “virtuale” per vittoria reale

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Jeddah 2022:

Attacco “virtuale”

per

vittoria reale

 

Per chi di voi che abbia avuto la malaugurata occasione di leggere qualche mio articolo, quello che dirò non sarà certamente una novità. Ci terrei inoltre a sottolineare che non è l’esito finale del Gp di Jeddah a condizionarmi ma semplicemente una convinzione che ho da qualche anno e che, ogni volta viene puntualmente confermata dai fatti. Sto parlando della Virtual Safety Car. Credo sia il più iniquo e incompreso strumento di controllo usato in F1. Ed è inutile che mi vengano a parlare di settori di velocità medie e di “Delta Time”. Per me se c’è una neutralizzazione temporale “virtuale”  della gara significa che, se io ho 2 secondi di vantaggio sul mio rivale al momento della neutralizzazione altrettanti ne dovrò avere alla ripartenza. Questo è lo spirito della regola. Che sia chiaro. Lo scopo della VSC NON è dare opportunità di sorpasso maggiori a chi insegue o di aumentare il distacco per chi precede. Lo scopo è quello di ridurre il rischio per chi in quel momento sta operando in pista per ripristinare i canoni di sicurezza necessari, affinché la gara possa riprendere. E anche qui voglio fare un’ulteriore diversificazione. Non intendo dire che la VSC non possa trasformarsi in un uno strumento strategicamente determinante anche al fine del risultato finale. Che sia chiaro. La VSC fa parte degli “eventi” , degli episodi che possono condizionare una gara come potrebbe essere per una foratura o un doppiaggio che fa perdere tempo. Ma guadagnare sul rivale restando in pista, non è per nulla la stessa cosa. Perché un conto è prendere un palo… un altro e vedersi fare un goal in fuorigioco. E ripeto. Se ho 2 secondi di vantaggio sul mio rivale tali dovranno essere alla ripartenza. Ne più. Ne meno. Perché seppur gratificati dal bellissimo scontro finale, avrò sempre il dubbio che senza VSC non si sarebbe mai avuto.

Faccio un altro esempio.

Al penultimo giro Leclerc era praticamente attaccato all’ala posteriore di Max, ma ha dovuto rinunciare all’attacco ( probabilmente decisivo) a causa di una bandiera gialla esposta nel T1. Giusto. Questo far parte del gioco, delle variabili e degli episodi di cui spesso lo sport si nutre. Ridurre il vantaggio di 8 decimi quando non si potrebbe, a parer mio, non lo è. Punto. E lo stesso Binotto l’ha fatto notare dicendo in modo signorile ” forse è colpa nostra dobbiamo verificare“. E dire, (e poi concludo con questo argomento), che la soluzione esisterebbe già, basterebbe mutuarla dal WEC e si chiama Full Course Yellow (FYC). Va bene. Chiusa la parentesi polemico-regolamentare passiamo al Gp. Anzi, partiamo dalle prove. Intanto abbiamo assistito a 2 eventi che sono praticamente storici per la f1 degli ultimi anni. Primo, Perez in pole e secondo Hamilton fuori in Q1! In pratica il messicano ha fatto il miglior giro della carriera e l’inglese il peggiore.
E così tra i 2 presunti litiganti il terzo a godere diventa Sainz che sta davanti a Verstappen. Quindi le prime due file sono. Perez-Leclerc. Sainz-Verstappen. A seguire Ocon-Russell , Alonso-Bottas e via via sino a ,teoricamente Tsunoda che, causa l’incidente di Schumy al sabato avrebbe dovuto partire da solo in ultima fila. Teoricamente, perché il povero giapponese viene piantato in asso dal suo motore già nei giri pre gara di schieramento. E cosi al via ci sono solo 18 macchine. Allo spegnimento dei semafori Perez parte benissimo, Leclerc un po’ meno, non tanto da compromettere la sua posizione ma quella di Sainz si. In fatti lo spagnolo ad un certo momento si trova nell’amletica decisione di dover scegliere tra “attacco il mio team mate rischiando il patatrac o stacco prima esponendo il fianco a Max ?” Lo spagnolo opta per la seconda opzione e infatti alla fine del primo giro Max è terzo e Sainz quarto. E con questa sequenza scorre via il primo stint di gara, coi primi 4 piloti che stanno circa a 2 secondi uno dall’altro. E proprio mentre Perez dà il via al primo “giro di pit” , Leclerc cerca di spaiare le carte restando fuori. Quando il messicano rientra scatta una SC che spinge tutti i piloti partiti con le gialle ad approfittare della situazione per pittare sprecando metà tempo. Al termine del giro dei pit , (anche qua con qualche polemicuccia),  la classifica recita: Leclerc , Verstappen, Perez e Sainz. Ma il “VAR” mostra un chiaro fuorigioco del messicano che supera lo spagnolo mentre sta uscendo dal box quando non potrebbe, perché Sainz passa prima la riga dell’uscita e quindi avrebbe diritto di “precedenza”. Perez deve ridare la posizione allo spagnolo della Ferrari. Ma non lo fa subito, per evitare che il numero 55 sia nelle condizioni di attaccare Max alla ripartenza, costringendo l’olandese a doversi divedere tra l’attacco a Leclerc e la difesa da Sainz. Max cosi all’ “SC Ending” cerca di attaccare Leclerc che come in Bahrein si difende in modo impeccabile ed evita il sorpasso. Non solo. Dopo la ripartenza, pian piano giro dopo giro riesce a costruire un esile ma costante vantaggio di circa 1,8 secondi. Un cuscinetto che gli permette di stare lontano da qualsiasi velleità dell’avversario. Il quale infatti in tutti quei giri non è neanche mai stato  vicino alla possibilità di provare un sorpasso. Tutto questo fino a pochi passaggi dalla fine e scatta la VSC di cui vi ho già parlato all’inizio e che ha stravolto la gara di entrambi . Per il monegasco in senso negativo per l’olandese positivo.Max passa dopo vari tentativi, ma nonostante ciò Leclerc risponde da campione arrivando ad avere una grandissima occasione al penultimo ritrovandosi attaccatissimo alla RB numero 1. Ma al momento di aprire il DRS tutto viene congelato da una bandiera gialla che ne inibisce e vieta ogni velleità di sopravanzare il rivale. Praticamente il Gp finisce lì, complici anche 2 assetti molto diversi. Leclerc non avrà più la possibilità di infilare il campione del mondo che cosi taglierà per primo il traguardo arabo.
Al termine della corsa negli occhi di Leclerc c’erano dipinte varie emozioni. Gioia per la bella battaglia e per la consapevolezza di aver comunque raccolto ottimi punti per il mondiale. Rabbia invece per come aveva appena perso il Gp, perché visto il layout del circuito che è sembrato  essere pro RB, una vittoria domenica sarebbe equivalsa a un successo in “trasferta”.

Adesso tutti in Australia che, per lo stesso motivo appena citato sembrerebbe essere una partita “casalinga” per la Ferrari

Quindi 1 fisso?
Beh, visto il numero sul cofano di Verstappen noi ferraristi diremmo…16 fisso.

La macchina è anche il pilota. Sperando di sommarvi pure un po’ di fortuna.

Anche se per Enzo Ferrari come la sfortuna, non esisteva affatto.

Sergio Mapelli

 

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