Il silenzio di Lammers

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Il silenzio di Lammers

 

 

Nella vita di Jan Lammers, correre è praticamente una vocazione spontanea, essendo nato a Zandvoort alle porte di quel circuito posato sulla sabbia delle spiagge olandesi.

Le Mans e le ruote coperte. A rompere un’egemonia Porsche che dura da troppo tempo. Sette anni ininterrotti, senza che si accusi una possibile crisi di qualsivoglia genere.

Finalmente Jan,per la prima volta in vita sua ha una macchina vincente per le mani, niente a che vedere con la pochezza delle monoposto con cui si è misurato coi colleghi in Formula 1. La Jaguar XJR-9 è qualcosa di speciale e particolare, con quelle ruote posteriori completamente carenate e quel V12 sette litri dalla coppia spaventosamente devastante. La vittoria a Le Mans in quel 1988 non può sfuggire, ma c’è bisogno di mettere sul piatto qualcosa in più, di buttare il cuore oltre l’ostacolo. Sommando i vari turni di guida Lammers resta al volante tredici ore, ben più della somma dei turn di guida tenuti dai suoi compagni di ventura. Andy Wallace e il Conte Dumfries.

A mezz’ora dallo scoccare della ventiquattresima ora il cambio della biposto inglese vibra come un’asciugatrice. Solito problema. Il motore settemila stressa la trasmissione oltremisura, come succedeva alla Ford con la sua GT 40.

La terza marcia è inservibile come lo è  stato all’ottava ora per la vettura gemella di Boesel-Watson-Pescarolo.

Jan capisce al volo due cose. Come quella marcia non sia il caso nemmeno di provare a innestarla e al tempo stesso di divulgare la faccenda via radio mettendo a conoscenza anche i rivali tedeschi sulle reali condizioni della propria biposto. Tace, facendo orecchie da mercante con la sua stessa squadra. Un silenzio radio preziosissimo che porterà la Jaguar alla vittoria,  41 anni dopo l’ultimo successo del ’57,targato Flockhart-Bueb. Una differenza che vale il litro e mezzo di benzina rimasta nella 962 di Stuck-Ludwig-Bell, spremuta come un limone all’inseguimento di Jan.

Ecco, In fondo è tutto qui, il proprio orgoglio per un gesto compiuto con profondo coraggio.

Il proprio silenzio.

Il silenzio di Lammers.

Pilota quel giorno.

Vincente a Le Mans.    

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