Il ritorno dello Jedi

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Il ritorno dello JEDI

 

 

 

“Certi cavalieri...non perderanno mai. Con quello che si portanto appresso. Un giorno dopo l'altro ”    

(Emiliano Tozzi)

 

Messico 2019.

 

In questi giorni ho letto molti articoli che trattano principalmente delle vicissitudini dell’ultimo Gp del Messico o che, più in generale parlano di questa seconda metà di stagione. Si racconta (giustamente e anche noi di Sinfonia l’abbiamo scritto in tempi non sospetti…) di una Ferrari che in completa controtendenza rispetto agli anni passati esce dalla pausa estiva molto più forte di quando ci sia entrata. Si parla inoltre di quali potrebbero essere gli scenari futuri per questa vettura che ormai in termini di prestazione pura è al livello della Mercedes se non anche migliore. Ci si spinge anche a fare già le prime previsioni in vista della stagione 2020, con l’attuale regolamento che resterà praticamente invariato e con l’introduzione di nuovi pneumatici che dovrebbero allargare il range di utilizzo. Cosa quest’ultima  che alla Ferrari sicuramente non dispiacerà. In alcuni casi si rivalutano persino le tanto vituperate (a volte a ragione) strategie gestite dal box di Maranello, secondo molti ree di aver tolto almeno 1 o 2 vittorie al team del Cavallino. Vittorie che aggiunte alle 3 già praticamente in tasca del Barhein Canadae  Austria farebbero salire i Gp vinti dalla Ferrari più o meno a 8. Il che vorrebbe dire che in totale ad oggi staremmo parlando di 8 vittorie  Mercedes contro 8 Ferrari. E forse staremmo anche parlando di un’altra classifica mondiale.  Forse, appunto… Graduatorie praticamente inutili e forse anche illusorie ma non totalmente strampalate. In tutto questo bailamme di rivalutazioni generali del team e del suo auspicabile futuro anche in termini di acquisizioni di tecnici, l’unica rivalutazione che è rimasta in disparte è quella di un pilota. Probabilmente perché vivere in disparte è parte integrante del suo stile di vita. Lui non ha un cane o magari sì, non lo sappiamo perché il suo privato resta il suo privato. Non sfodera treccine da esporre al Moma di NewYork. Gira quasi sempre a piedi, più spesso da solo e non con improbabili skate seguito da una trafelata e sudante “piccola” bionda guardia del corpo. Forse sarà anche per questo. Ma la rinascita di questo pilota negli ultimi Gp, da quando cioè ha potuto disporre di una macchina che gli permettesse di tornare a guidare come madre natura ha voluto, è impressionante. Certo, forse non avrà più la “velocità pura” sul giro del giovine rampollo monegasco. Ma come Emiliano ha avuto modo di sviscerare già nei passati mesi, la storia della F1 è piena di stagioni in cui non è stato il pilota più veloce a vincere ma quello più esperto.  Vedi appunto i mondiali disputati tra Lauda e Prost e poi anche tra Prost  e Senna. Ma per Seb solo qualche rigo qua e là. Anzi. La cosa paradossale è che anche in questo caso il suo valore sia ritornato tale “solo” perché riconosciuto da Leclerc ( che continuo ad amare e a volere in Ferrari per i prossimi 10 anni) che ha praticamente rimesso al braccio del tedesco la fascia di capitano. Evidentemente l’esperienza che Seb ha saputo mettere in pista nella gestione del Gp a 360 gradi, a partire dai primi giri del venerdì sino al traguardo della domenica  sta dando i suoi frutti. La sua capacità analitica sommata alla sua umiltà gli ha fatto capire da qualche Gp a questa parte che il suo lavoro dovrà essere concentrato da subito sulla preparazione della vettura in virtù della gara. E se questo vuol dire che dovrà lasciare in pista qualche “fatal” decimo in prova così sia. Come tutti sanno, in F1 i punti e la gloria di dividono nel “ luculliano pranzo dominicale” e non nella “pizzata del  sabato pomeriggio”. E infatti negli ultimi Gp sul ritmo gara è stato superiore al compagno di squadra e udite udite da quando la macchina fa quello che “dice” lui anche senza errori. Ma non diciamolo ad alta voce. Io stesso sto arrossendo davanti alla tastiera. Dopo tutto parliamo del pilota che ci ha fatto perdere almeno 2 mondiali. Quello del 2018 poi sicuramente. Al momento però sembra che dal catering della Scuderia Ferrari abbiano tolto il…bollito, sostituendolo con una caprese (piatto preferito da Seb) e che le confezioni  di salsa verde e mostarda  “mediatiche” siano state mestamente riposte negli anfratti del Web. Attenzione però, ho detto riposte non buttate. Perché già lo sappiamo cosa succederà al primo errore del tedesco. E non parlo , per esempio, di un week end sciagurato come l’ultimo buttato al vento dal fenomeno olandese. Max il Grande, il quale grazie ad una pirlata al sabato replicata da un’altra al via la domenica ha compromesso il suo week end pur sapendo benissimo che su quel circuito con quella macchina avrebbe fatto , numeri alla mano, pole e vittoria.

Ecco non parlo di una sequenza di errori cosi pesante. A lui per finire sulla graticola basta meno.

Mooolto meno.

Per il momento però, gustiamo mozzarella (bianca come il suo casco) e pomodoro (rosso come la sua Ferrari) in attesa di rivedere mostarda e la salsa verde.

Perché statene certi, prima o poi le rivedremo.

Ma si sa, a noi di Sinfonia piace scegliere cosa mangiare. Non dobbiamo per forza “mangiare la minestra”a noi piace più spesso…” saltare dalla finestra.”

Dedicato a Seb.

Un vero JEDI.

 

 

Sergio Mapelli

 

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