Il modello Haas

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Il modello Haas

 

 

 

In questo funesto periodo è difficile trovare argomenti validi per trattare di sport in generale.
Nel nostro amato ambito motoristico però, un argomento mi è balzato agli occhi navigando nel magico mondo del web e su giornali specializzati: l'ingresso in F1 di nuovi team per rimpolpare la griglia di partenza.
Dei nuovi team alla finestra ne abbiamo parlato mesi fa in un post dedicato, ma oggi mi soffermerò su ciò che mi piace chiamare "modello Haas".
La Haas GP, come noto, è assemblata con telaio Dallara e motore Ferrari.
Ebbene, negli ultimi tempi si sta parlando di vere e proprie vetture clienti in fotocopia con quelle ufficiali ma, non sarebbe meglio un "modello Haas" per avere vetture minimamente diverse?
Negli anni 70 era consuetudine comprare un telaio e accoppiarlo con un motore.
Lotus, McLaren, Brabham e tante altre, accoppiate con i gettonatissimi motori Cosworth, Alfa e tanti altri hanno fatto la storia di quell'epoca.
Appunto, di quell'epoca!
Guardando ai giorni nostri e al WEC, si può vedere chiaramente che con le regole per la nuova categoria Lmdh sono state commissionate ben quattro case costruttrici di telai: Dallara (of course), accompagnata dalla storica Ligier, e dalle più giovani Oreca e Multimatic.
In F1 anche i motoristi sono quattro: Ferrari, Mercedes, Honda e Renault.
Trovare un investitore come Gene Haas non è facile, soprattutto di questi tempi, ma un simile progetto garantirebbe almeno tre nuovi team se escludiamo l'accoppiata Dallara/Ferrari già esistente.
Già vedere quest'anno una Racing Point, futura Aston Martin, uguale alla Mercedes 2019 è stato un pugno nello stomaco, se poi ci mettiamo i team ufficiali a poter vendere le proprie vetture dell'anno precedente la frittata è fatta!
È anche vero che negli ultimi dieci anni i team vincenti sono stati solo tre, perciò capisco le velleità degli organizzatori nell' affidarsi ai team di punta per avere più competizione.
Vedremo cosa ci prospetterà il futuro anche se molto difficile da decifrare.
Soprattutto di questi tempi.
Ma quanto sarebbe bello rivedere una Ligier, magari motorizzata Renault, che prende il nome da una grande impresa?
Per me moltissimo!

 

Manuel Maurizzi

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