Il Gran Premio più lungo (Montreal e Button il “Paracarro)

HEADER-TITOLO-BLOG-senza-foto

Il Gran premio più lungo

(Montreal e Button il “paracarro”)

 

 

 

“Piove, senti come piove.

Madonna come piove.

Senti come viene giù.

Huuuuu….”

Parole e musica di Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti. Perfette per descrivere quanto sia avvenuto quella domenica del 12 giugno 2011 a Montreal in Canada, sulle rive dell’isola di Notre Dame.

Piove.

Non è corretto.

Ha letteralmente diluviato fino a un attimo prima della partenza. Dal cielo sembra non cada più nulla ma la pista canadese è un autentico acquitrino. Forse solo uno come Depailler potrebbe immaginare di prendere la pista e avventurarsi per i tornanti del circuito. Ma questa è un’altra storia, di un passato ancora più lontano.

In quel presente bisogna accontentarsi di una partenza dietro la Safety Car per cinque giri e poi via, ad infiammare un Gran Premio che si rivelerà essere il più lungo mai disputatosi dai giorni di Fangio e Farina, da quando esiste il mondiale di Formula 1. Sono condizioni in cui gareggiare diventa una sfida a un equilibrio impossibile da sostenere per più di pochi giri alla volta, per come le condizioni della pista possano cambiare radicalmente nel susseguirsi di poche tornate.

O anche meno.

Per una giornata così serve un pilota che non sia solo abile nella guida, ma che sappia leggere prima degli altri come un visionario sciamano le condizioni dell’asfalto, schivando le avversità e ogni possibile difficoltà si presenti sul suo cammino.

Un paracarro.

Ecco cosa serve.

Ma non uno qualsiasi  visibile  sui bordi delle nostre strade. Ne serve uno da corsa che sia anche campione del mondo e che, in quelle condizioni estreme sia un killer infallibile della guida al limite.

L’unico identikit possibile in quello specifico frangente in grado di rispondere a simili connotati è quello di Jenson Button, inglese di Frome, colui al quale Briatore affibbiò questo nomignolo a honorem.

Solo che quel giorno a Montreal su paracarri e barriere finiscono i colleghi di Jenson, a cominciare da Hamilton suo compagno di squadra in quel momento in McLaren, avventuratosi in un nebuloso tentativo di sorpasso proprio sulla dirittura d’arrivo e proprio ai danni di Jenson, per una faida fratricida mai del tutto chiarita da Woking.

Button imperterrito dentro a quel muro di pioggia da corsaro impavido continua.

Attraversa mari in tempesta,  un drive through per eccesso di velocità in regime di Safety e poi.

Poi il cielo dice basta dopo 25 giri e per due ore non si può nemmeno ipotizzare di mettere le ruote in pista. Solo Depailler…ma è un’altra storia che quel giorno non conta. Anche Button deve attendere di poter tornare a navigare in quel mare burrascoso in cui si trova perfettamente a suo agio. E come un corsaro dopo Hamilton si aggancia con la Ferrari di Alonso in un tentativo di sorpasso assai muscolare. Risultato: l’asturiano a muro, anteriore sinistra bucata per Button e ultimo posto in classifica dopo quasi un giro compiuto su tre ruote. Riens ne va plus. Anche se non è questo il circuito in cui giocare al Casinò.

Ma è proprio dalla trentottesima tornata in poi che inizia quella magia per cui Jenson è rimasto famoso. Guidare veloce sull’umido. Quando la pista s’asciuga e trovare il limite  diventa un terno al lotto da giocare sull’ignota ruota vincente.

Giro dopo giro.

Fino a quel momento Vettel è stato il padrone indiscusso di un Gran Premio che definire epico e imprevedibile sarebbe eufemistico. Alle sue spalle è successo di tutto ma il tedesco da leader del Gran Premio è rimasto irraggiungibile per chiunque.

Solo un paracarro da F1 poteva pensare di vincerla, una gara così.

A otto curve dal termine.

4 ore 4 minuti 39 secondi e 537 millesimi.

Jenson Button si aggiudica il Gran Premio più lungo nella storia della Formula 1.

Quando un paracarro era l’unica opzione vincente possibile.

In quella domenica a Montreal.

logo sinfonia motore almanacco

logo sinfonia motore almanacco

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell’autore
SinfoniaMotore – Tutti i diritti riservati. All rights reserved.