Il giro perfetto di Ayrton

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Il giro perfetto

di

Ayrton

 

Dal cielo stava scendendo un leggero velo di pioggia, per abbeverare a suo modo la lieta campagna inglese. Non un nubifragio anzi, tutt’altro. Delineando quell’intermittenza che andò attenuandosi  poco prima del via per poi riprendere nuovamente. Lasciando in ogni caso una pellicola d’acqua subdolamente lieve sull’asfalto del circuito.

Come sempre  prima di una partenza Ayrton era concentrato, attento. Pronto a scattare dalla propria piazzola meglio di chiunque altro. Un copione già visto tante altre volte. Prassi esecutiva di un campione conclamato, per cui quella pioggia pareva non essere un disturbo eccessivo.

Ma anzi.

Un prezioso alleato.

I fiumi di parole spesi con la stampa, non avevano fatto altro che acuire quel suo desiderio di supremazia assoluta sul resto della compagine di colleghi davanti a lui. Schumacher,Hill e Alain Prost. Pioggia, vento o tempesta che fosse nulla avrebbe potuto mettere in discussione la sua abilità nella guida in quella condizioni difficili di asfalto bagnato. Donington quella domenica avrebbe  testimoniato la sua profonda convinzione. Di essere il migliore di tutti. Nel vincere un Gran Premio con una monoposto che non valeva la Williams di Prost, che lo inchioda alla mediocrità di un motore Cosworth nella sua versione clienti, incapace di valere il 10 cilindri Renault. Ayrton reputava  di non avere nulla da temere e soprattutto di non dover temere la paura del fallimento.

Un auto e un pilota.

Tutto qui.

Non poteva essere che un lupo tedesco giovane e solitario come Schumacher fosse un pericolo così potentemente immaginifico da riuscire a destabilizzarlo in toto.

Forte della propria partenza, Ayrton scatta rapido e preciso dalla seconda fila. Tutto secondo copione. Il suo. Che nessuno aveva ancora avuto il privilegio di poter leggere. La pioggia dal cielo solita. Non incessante. Come nei primi giri di quel Gran Premio nel verde della campagna inglese. Quanto basta a rimettere le cose a posto nell’ordine dell’universo.  Che Wendlinger con la Sauber possa essere un problema è fuori discussione. Sistemato Schumacher alla prima curva, il resto diventa quasi ordinaria amministrazione. Feroce e risoluta. Tutto già deciso. Venendo a compiersi nel momento in cui supera Prost poco prima di tagliare il traguardo.

Un giro per essere in testa.

Domarli tutti quanti.

Il giro perfetto di Ayrton.

In un Gran Premio d’Europa del 1993.

Nella verde e bucolica campagna di Donington.

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