Il curioso caso di Mr. “Hulk”

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Il curioso caso di Mr. “Hulk”

 

 

Dicono non abbia un carattere facile.

Sarà.

Ma devo ancora conoscere un pilota di Formula 1 che non rasenti la complessità di un reattore atomico a fissione.

Sta di fatto, che il buon Nico Hülkenberg, si ritrovi per le mani uno strano record con cui convivere il proprio buon nome.

181 Gran Premi disputati (a oggi), senza aver mai visto il podio. Nel Circus, è stato il pilota col maggior numero di gare in carriera, senza l’ombra di una bollicina dopo la bandiera a scacchi.

Un dato curioso, correlato poi alla caratura del professionista in questione. Senza pensare che nel Circus sia passata un’allegorica figura mitologica (almeno… da tanti così descritta) come per molti è stato  Pastor Maldonando, capace comunque nell’impresa di vincere addirittura un Gran Premio con le vetture del compianto Sir Frank. Proprio Pastorone nostro giubilò un giovanissimo Nico in Williams a suon di petrodollari venezuelani elargiti dal presidentissimo Chavez. Nemmeno la pole brasiliana a Interlagos e l’aver ottenuto ventidue punti al primo anno di Formula 1 con una vettura obbiettivamente modesta come la FW 32 poté salvare Nico da un ingiusto taglio per ciò che la pista avesse espresso fino al termine di quella stagione.

Si sa.

È prassi esecutiva.

A Hülkenberg niente risulta facile. Si ricostruisce una carriera in Force India, da terzo pilota prima e da titolare poi. Un anno in Sauber e la chiamata in Ferrari nel 2013.

No.

C’è un sms di troppo. Ritorna Raikkonen. Non si corre più per il Cavallino. Si torna in Force India, mentre il suo manager Werner Heinz sottolinea al mondo intero il modo non proprio elegante in cui la trattativa col Cavallino sia rapidamente naufragata… 160 caratteri alla volta.

La successiva realtà professionale di Hülkenberg parla di tre  stagioni in Renault, avendo al proprio fianco nel 2019 Daniel Ricciardo. Sulla carta una coppia coi fiocchi. Ma a ben pensare il duo Renault sembrò essere accomunato da un medesimo destino. Essere piloti talentuosi ma non sufficientemente appetibili. Uno di quei paradossi esistenziali in grado di rovinare l’esistenza di un professionista del volante. Salvo per quelle supplenze tedesche in Force India, divenuta nel frattempo Racing Point e Aston. A rimarcare per altre quattro gare tutta la propria consistenza professionale.

Anche Nico come Alonso, ha vinto a Le Mans. 7 anni fa con la Porsche. Ma forse in molti lo hanno già dimenticato.  A rimarcare quel curioso caso di Nico Hülkenberg.

Senza podi in Formula 1 fino a oggi in 181 gare.

E apparentemente oltre.

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