Il “Cuore” del Rosso Milite Ignoto

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Il “Cuore”

del

Rosso Milite Ignoto

 

 

Piccola voce nel deserto.

Forse dell’informazione. Ma dell’anima no. Altro che Blade Runner. Un popolo non lo racconti dalle sue abitudini, ma con ogni probabilità antropologica dai propri comportamenti, per quelle sottili differenze che da sempre distinguono il bene dal male. Ciò che è giusto da ciò che non lo è. Con buona pace di Totonno e le sue “regole applicate alla lettera” (Cit).

Questa non è Formula 1. Almeno quella che voglio raccontarvi io. Ne esiste un’altra. Che non ha tempo per perdersi dietro a sterili polemiche o a possibili invettive regolamentari.

Non so quanti altri luoghi al mondo possano regalare lo spettacolo di Monza sotto al podio delle premiazioni al termine della corsa.

“The Tifosi”.

Con quel vago senso di spocchia e invidia anglosassone,  racchiuso nell’espressione stessa. Come a descrivere qualcosa d’incomprensibile in altre culture e luoghi del mondo.

Come no. Poi a lor signori di lingua inglese (e non solo) bisognerebbe spiegare un paio di altre cosucce.

Per cominciare, l’espressione di un sentimento non è mai cosa facile. Richiede impegno, dedizione alla causa. Con ogni probabilità ad altre latitudini del pianeta non sarebbe successo lo stesso, nonostante il sentirsi buggerati per un finale di gara non da primi della classe, dopo aver ingoiato il rospo di un biglietto più salato di un trancio di asado argentino, il poco dormire, il mangiare male come in un qualsiasi Don Giovanni di Mozart. No, tutto questo non lo si può spiegare. Lo si può solo vivere. Te ne freghi di tutto ciò, con emotivo pragmatismo. Prendi il tuo lembo di stoffa Rossa per un cuore Ferrari di non so quanti metri quadri. Sotto al podio, a patire  caldo e sudore, Bello teso quel “Cuore”, come se fosse stato vinto il primo premio alla Lotteria Italia. Invece no, non è proprio così. A quel popolo fedele viene detto di aspettare un altro po’, che entro il 2026 ce la possiamo ancora fare, anche se inizialmente era stato detto tutt’altro.

Pazienza.

La gente semplice non è tenuta a capire, nelle menti di chi comanda.

Anche il Rosso Milite Ignoto, di tutto ciò se ne frega altamente. Tira quel lembo di stoffa come fosse il grido lacerante di un guerriero pronto alla battaglia. Le braccia che fanno male, il peso di un telo che crollerebbe all’istante se anche uno soltanto di quegli uomini attorno a lui mollasse la presa improvvisamente. Preda dello sconforto e la fatica. Perché non si è vinto. E il secondo è il primo degli sconfitti. Come recita il Padre fondatore di ogni battaglia.

#essereferrari.

Non so se qualcuno si sia accorto di quel Rosso Milite Ignoto in mezzo alla folla. Io sì per fortuna. Ed è stato un privilegio poterlo raccontare.

Dopo una domenica a Monza.

Del tutto speciale.

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