Il Circus Mascherato

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Il

Circus

Mascherato

 

 

 

Venghino signori venghino!
Anche quest’anno il Circus della F1 sta per iniziare!
Entrino signori entrino! Più gente entra più bestie si vedono!
E già, sembra incredibile ma l’anno “mascherato” della F1 ( bei tempi quando c’era solo l’eroe mascherato) ha chiuso il cerchio su se stesso e si prepara al secondo giro. Altro anno dietro alla covid-car. Speriamo rientri ai box al più presto per far tornare tutti a correre.
Nel frattempo, come dicevo, lasciate le mascherine sui musi degli ingegneri che almeno si possono togliere quelle dai musi delle nuove F1 versione venti-ventuno come si dice adesso.
Tutto nuovo in questo ristorante della tecnologia portata agli estremi. Tutto nuovo tranne il menu che, come sempre in questa fase della stagione, prevede il solito antipasto : “aria fritta”. Un piatto che si serve sempre tra febbraio e marzo quando appunto le nuove miss a 4 ruote mostrano al mondo le loro nuove sinuose forme. Un piatto ricco di nulla tecnico con farcitura di assenza di informazioni sicure. Insomma un piacere per gli occhi un disastro per il palato.
La liturgia del pre-season prevede poi che dall’aria fitta si passi alla fase cabalistica. Questa fase è più scientifica dell’aria fritta, dove ognuno può fare ogni tipo di elazione. La fase cabalistica è’ per antonomasia basata sui numeri. E si sa i numeri non lasciano margini di interpretazione.
Uno più uno fa sempre (o quasi sempre) 2 …
E quindi si dia il là al valzer del numero. Ecco cavalli motore che vanno e tornano a branchi di 20, 30, 40 e persino 50. Kg di down-force che si perdono a causa delle ridotte dimensioni dei nuovi fondi e punti di carico aereodinamico che si recuperano grazie ai nuovi cofano motore e ai nuovi estrattori. Flussometri tarati su nuovi dati celati al mondo e fluidodinamiche interne riviste per questioni di affidabilità senza dover perdere in prestazione. Badge boards rifatti, spostati, passati al vaglio di ore ed ore di galleria del vento. Numeri su numeri, parametri su parametri che vengono visti, valutati, riesaminati per poi ricominciare il circolo daccapo alla ricerca frenetica di sua maestà: la prestazione.Perché  i numeri che “perdo” di qua a causa delle nuove (pochissime) regole, li devo recuperare di là nelle famose zone grigie, che (sarà forse per il colore) sembrano “l’habitat naturale” della Mercedes. E così per esempio, in attesa di vedere la nuova Ferrari ci è’ sembrato di intuire una Mercedes con un assetto molto più rake delle passate stagioni. Potere della riduzione del fondo piatto. Ma, siccome l’abbiamo notato solo noi di Sinfonia è molto probabile che abbiamo visionato la foto sbagliata. Insomma la solita pioggia di numeri recuperati qua e là , spesso privi di “fonti attendibili” ma che tanto fascino sempre hanno. Come sempre molto meglio una bella bugia che una brutta verità. Una volta celebrato il rito “del numero”  parte la seconda parte della liturgia. La più creativa. Come dire dopo aver letto il salmo si passa al commento.

Dal “chi voi dice che io sia” al ditemi in base al “perché” io sia. Come dicevo questa è la parte più “creativa”. Si perché  si cerca di proporre possibili interpretazioni , in termini di prestazione del come e perché  i team abbiano scelto questa o quell’ ala,  questa o quella soluzione aereodinamica in virtù di una determinata filosofia di sviluppo. Perché  l’airscope  è cosi largo o perché il cofano è cosi stretto. Dove si guadagna con questa soluzione e dove si perde.
Il bello di questa sezione del rito è che tutto viene elaborato sulla base di soluzioni aereodinamiche che molto probabilmente non saranno poi in seguito mai usate, perché già obsolete. Ma che importa. L’alternativa sarebbe tacere ancora qualche giorno, vedere cosa scende realmente in pista e provare a capire. Sarebbe una scelta saggia ma poco media-friendly.  E quindi analisi a go-go senza soluzione di sosta sino alla parte finale del rito , quella che porta dal kirye eleison- kriste eleison, all’andiamo in pace che in F1 si traduce in “gentleman start your engines”. La fase delle previsioni e dei pronostici. La sintesi finale della liturgia. Ossia. Chi vincerà,chi arriverà a podio e via via a scendere sino a chi sarà la delusione. Tutto questo senza che un metro sia stato realmente  percorso da una macchina.

Ma non è bellissimo tutto ciò?!?

A qualcuno potrebbe sembrare poco fattuale e realistico, ma come sempre laddove c’è liturgia c’è fede. E si sa la fede supera la realtà’. Quindi ciò che si crede è “più vero”di ciò che si vede. Almeno fino a quando si vedra’….
E in tutto questo la Ferrari?

Mistero (della fede appunto).

Abbiamo sentito di tutto. Motore che recupera 50 cv. Motore che torna quello del2019 che nel 2020 non si poteva usare.
Anzi si, si poteva usare ma in modo incompleto. Invece per qualcuno era la benzina contingentata il problema  e non il motore. Ma poi perché  dare tutte le colpe solo a motore? Era il telaio a generare troppo drag. E le sospensioni? Dai, troppo obsolete rispetto alla concorrenza. Il vero problema invece per altri era il retrotreno. Troppo leggero in frenata e impreciso in uscita dalle curve. Chiaramente senza escludere la madre di tutti i problemi: la temperatura delle gomme. Lì si che si perdono secondi. Noi come l’anno scorso non possiamo/vogliamo entrare a far parte di questa “messa”  (da Suzuka 2017 siamo allergici alle candele), in attesa di scoprire quale nuovo meccanismo “grigio” introdurrà (solo per 1 anno prima di essere dichiarato illegale) la Mercedes,  ci limitiamo a riportare le impressioni raccolte dalle parole di Binotto che parlano di una stagione da “champions league” come obiettivo massimo.

Insomma lasciate ogni speranza voi che il Rosso tifate…

In virtù di questo penso che il commento alla stagione che stia iniziando  per il team di Maranello si possa fare parafrasando una canone di Lucio Dalla:

..l’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Aspettiamo il 2022 per provare a vincere. È questa la novità…
In bocca al lupo alla Nazionale Rossa e, da parte mia anche a #Seb5 Sebastian Vettel, pilota Aston Martin ma tifoso Ferrari.
Vai Sebastian,  quest’anno avrò 3 macchine per cui tifare e ricorda:

Numero Deus impare gaudet.” 

(Dio apprezza i numeri dispari).

Cabala a parte.

 

 

Sergio Mapelli

 

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