Il balzo di Nelson Souto Maior: detto Piquet

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Il balzo

di

Nelson Souto Major: detto Piquet

 

 

L’idea di un Gran Premio oltrecortina era tanto temeraria quanto impossibile. Ma Bernie era un precursore globalizzante. Il Muro di Berlino deve ancora cadere ma Ecclestone non ci pensa due volte: facciamo un Gran Premio a Budapest coi comunisti che cantano Bandiera Rossa e Gorbaciov che ha bisogno di rendere la sua “Perestroika” un dato di fatto.

Da, Tavarish Bernie.

Igen,Tàrs Bernie.

Hungaroring.

L’Est Europa comincia a mostrare il volto umano del socialismo, o più semplicemente la guerra fredda ha da finire.

Nel’86 il Gran Premio di Ungheria va insediarsi nel calendario come la perla esotica della stagione.

Oddio…se uno dovesse badare le proprie valutazioni solo osservando i volti della nomenklatura ungherese , molto probabilmente proverebbe solo un brivido di profondo terrore lungo la schiena …se non fosse per quella moltitudine di belle figliole che affollano le reti dell’impianto magiaro…

Nessuno è perfetto. Soprattutto nell’Est Europa. Però a Nelson l’idea di tutte quelle esuberanti fanciulle aggrappate alle reti del circuito magiaro non dispiaceva affatto. Te lo immagini un domani si scoprisse che Piquet abbia un figlio anche da queste parti?

Nessun stupore al riguardo.

Ma se penso a quella prima afosa e caldissima edizione nel lontano ’86 del Gran Premio d’Ungheria  ho un ricordo nitido quanto netto nella mia mente. E di ben altra natura.

Una bionda mozzafiato?

La fine del comunismo?

Lo spaccio di collant?

No.

Un sorpasso.

Leggendario.

Piquet aveva questo di bello. Colpi di genio. Improvvisi. Dove estro e velocità di esecuzione, citando Amici Miei te lo fanno ricordare ancora oggi come un pilota della sopraffina arte del sovrasterzo.

Dopo la scazzottata cilena con Eliseo in Germania, Nelson Piquet regala al pubblico ungherese una magia alla Nuvolari.

Senna con la Lotus allunga la staccata. Nelson alla guida della Williams s’inventa una traiettoria rallistica che mai nessuno avrebbe osato tentare. All’esterno. Come stesse guidando sul ghiaccio. Controllando una sbandata sovrannaturale come se fosse la cosa più naturale di questo mondo.

Piquet quella gara la vince anche in forza di quel prodigioso sorpasso.

Il balzo di Nelson Souto Maior.

Detto Piquet.

Il balzo

di

Nelson Souto Major: detto Piquet

 

 

L’idea di un Gran Premio oltrecortina era tanto temeraria quanto impossibile. Ma Bernie era un precursore globalizzante. Il Muro di Berlino deve ancora cadere ma Ecclestone non ci pensa due volte: facciamo un Gran Premio a Budapest coi comunisti che cantano Bandiera Rossa e Gorbaciov che ha bisogno di rendere la sua “Perestroika” un dato di fatto.

Da, Tavarish Bernie.

Igen,Tàrs Bernie.

Hungaroring.

L’Est Europa comincia a mostrare il volto umano del socialismo, o più semplicemente la guerra fredda ha da finire.

Nel’86 il Gran Premio di Ungheria va insediarsi nel calendario come la perla esotica della stagione.

Oddio…se uno dovesse badare le proprie valutazioni solo osservando i volti della nomenklatura ungherese , molto probabilmente proverebbe solo un brivido di profondo terrore lungo la schiena …se non fosse per quella moltitudine di belle figliole che affollano le reti dell’impianto magiaro…

Nessuno è perfetto. Soprattutto nell’Est Europa. Però a Nelson l’idea di tutte quelle esuberanti fanciulle aggrappate alle reti del circuito magiaro non dispiaceva affatto. Te lo immagini un domani si scoprisse che Piquet abbia un figlio anche da queste parti?

Nessun stupore al riguardo.

Ma se penso a quella prima afosa e caldissima edizione nel lontano ’86 del Gran Premio d’Ungheria  ho un ricordo nitido quanto netto nella mia mente. E di ben altra natura.

Una bionda mozzafiato?

La fine del comunismo?

Lo spaccio di collant?

No.

Un sorpasso.

Leggendario.

Piquet aveva questo di bello. Colpi di genio. Improvvisi. Dove estro e velocità di esecuzione, citando Amici Miei te lo fanno ricordare ancora oggi come un pilota della sopraffina arte del sovrasterzo.

Dopo la scazzottata cilena con Eliseo in Germania, Nelson Piquet regala al pubblico ungherese una magia alla Nuvolari.

Senna con la Lotus allunga la staccata. Nelson alla guida della Williams s’inventa una traiettoria rallistica che mai nessuno avrebbe osato tentare. All’esterno. Come stesse guidando sul ghiaccio. Controllando una sbandata sovrannaturale come se fosse la cosa più naturale di questo mondo.

Piquet quella gara la vince anche in forza di quel prodigioso sorpasso.

Il balzo di Nelson Souto Maior.

Detto Piquet.

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