I Samurai della 47

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I Samurai della 47

 

 

La via di un guerriero non è mai semplice.

Come quella di un pilota da corsa.

Il limite da raggiungere in pista assomiglia al filo sottile di una tagliente katana da samurai in combattimento. Servire la causa di un nobile, è come servire la velocità che è parte del proprio impegno.

Ottavi su otto, in LMP2 avendo dato tutto quello che si aveva da dare.

In pista come ai box.

Al Fuji succede questo. Era difficile. Lo è sempre stato dal primo giorno che la 47 ha messo le ruote su questo lucido asfalto giapponese ma nessuno si è sottratto alle proprie responsabilità.

Questo è samurai.

Lui è samurai.

È un destino da percorrere in nome di un credo. Come spiegare ciò che non è bagnato dal successo? Mi vengono in mentre tre aggettivi: onore, dignità e rispetto. Quelli che accompagnano Giorgio, Roberto e Andrea nel mondiale Endurance.

Durante il regno della famiglia Tokugawa potente dinastia dei Signori della Guerra, in Giappone si diffuse l’dea che l’anima di un samurai risiedesse nella sua spada.

Forse l’anima dei miei ragazzi è ancora nel loro volante.

Anzi, sono certo sia ancora lì.

Piena di umana volontà sotto i loro desideri. Non ancora espressi.

Così pienamente. Come vorrebbero.

Ciao ragazzi, vi voglio bene.

 

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