I ricordi di Brenda

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I ricordi

di

Brenda

 

 

Scusate tanto.

Sono in debito con voi lettori. Giornate lunghe e assenti. Senza la quotidianità dei miei post. Vedremo di rimediare quanto prima.

Ma tant’è.

Anche una tournèe letteraria, come ho vissuto in questo mese di giugno impone le sue pause. I suoi momenti. Su cui riflettere e al tempo stesso porsi nuovi domande. Alla ricerca di nuove risposte.

Già qualche giorno fa vi accennai, riguardo a cosa il mio libro su Chris mi stia regalando, giorno dopo giorno su Chris mi stia regalando giorno dopo giorno. Ma quanto successo a Valenza grazie al Ferrari Club Alessandria ha assunto per il sottoscritto i connotati dello stupore, prossimi alla commozione.

“Hai sentito molta gente per scrivere questo libro?”
 Difficile.

Difficile spiegare alla sguardo indagatore di Brenda che no. Narrando di Chris sono riuscito a parlare solo con l’ing. Forghieri. Il resto, era il frutto di un estenuante lavoro di ricerca e introspezione. Immedesimandosi in ciò che Amon sia stato al volante di una Ferrari da corsa. Ora capisco come Brenda Vernor possa essere stata per più di un quarto di secolo la segretaria di Enzo Ferrari. L’uomo col suo sguardo racconta più delle parole che pronuncia. Alla sua femminile curiosità non potrei nascondere nulla.

Disarmato. Al cospetto di chi abbia conosciuto Amon personalmente.

“Posso dire che non ho mai conosciuto un pilota così buono d’animo come Chris. Gli ho visto firmare assegni per gente che gli chiedeva un aiuto economico senza mai sottrarsi, a volte devo dire anche in modo piuttosto ingenuo. Ma Chris era nobile d’animo. Difficile che ti nascondesse qualcosa, come succedeva quando si metteva alla guida. Era davvero il più bravo di tutti nel descrivere le sensazioni che provava nel portare al limite una vettura da corsa. Insieme a Mauro (Forghieri) si era instaurato un rapporto che in Ferrari non ho più visto. Mi manca tanto Chris…anche se con le donne era davvero un gran “birichino”.

Nome in codice…”birichino”. Piloti che gente.

Brenda sorride. Sorride e ascolta. Regalandomi un perla che mi sarebbe piaciuto poter allegare alle pagine del mio libro. Fuori tempo massimo.

“Quando Chris se n’è andato dalla Ferrari ha lasciato parcheggiate sotto casa una 500 bianca e un’Alfa verde. A un certo punto vennero i carabinieri da me a dirmi che se non avessi provveduto a spostare quelle due vetture ci avrebbero dovuto pensare loro. Le regalai, aiutando qualcuno che sapevo essere in difficoltà. Chris era speciale. Soprattutto in questo. Hai fatto bene a scrivere un libro su di lui.”

Per motivi diversi siamo in due a commuoverci. Io e Alessandro, il presentatore ufficiale del Ferrari Club Alessandria.

Per motivi diversi, entrambi abbiamo colto la stessa cosa.

I ricordi di Brenda ci avevano riportato a una Ferrari che non esiste più.

I semi di quel marchio.
Divenuto mito nel mondo.”

I ricordi

di

Brenda

 

 

Scusate tanto.

Sono in debito con voi lettori. Giornate lunghe e assenti. Senza la quotidianità dei miei post. Vedremo di rimediare quanto prima.

Ma tant’è.

Anche una tournèe letteraria, come ho vissuto in questo mese di giugno impone le sue pause. I suoi momenti. Su cui riflettere e al tempo stesso porsi nuovi domande. Alla ricerca di nuove risposte.

Già qualche giorno fa vi accennai, riguardo a cosa il mio libro su Chris mi stia regalando, giorno dopo giorno su Chris mi stia regalando giorno dopo giorno. Ma quanto successo a Valenza grazie al Ferrari Club Alessandria ha assunto per il sottoscritto i connotati dello stupore, prossimi alla commozione.

“Hai sentito molta gente per scrivere questo libro?”
 Difficile.

Difficile spiegare alla sguardo indagatore di Brenda che no. Narrando di Chris sono riuscito a parlare solo con l’ing. Forghieri. Il resto, era il frutto di un estenuante lavoro di ricerca e introspezione. Immedesimandosi in ciò che Amon sia stato al volante di una Ferrari da corsa. Ora capisco come Brenda Vernor possa essere stata per più di un quarto di secolo la segretaria di Enzo Ferrari. L’uomo col suo sguardo racconta più delle parole che pronuncia. Alla sua femminile curiosità non potrei nascondere nulla.

Disarmato. Al cospetto di chi abbia conosciuto Amon personalmente.

“Posso dire che non ho mai conosciuto un pilota così buono d’animo come Chris. Gli ho visto firmare assegni per gente che gli chiedeva un aiuto economico senza mai sottrarsi, a volte devo dire anche in modo piuttosto ingenuo. Ma Chris era nobile d’animo. Difficile che ti nascondesse qualcosa, come succedeva quando si metteva alla guida. Era davvero il più bravo di tutti nel descrivere le sensazioni che provava nel portare al limite una vettura da corsa. Insieme a Mauro (Forghieri) si era instaurato un rapporto che in Ferrari non ho più visto. Mi manca tanto Chris…anche se con le donne era davvero un gran “birichino”.

Nome in codice…”birichino”. Piloti che gente.

Brenda sorride. Sorride e ascolta. Regalandomi un perla che mi sarebbe piaciuto poter allegare alle pagine del mio libro. Fuori tempo massimo.

“Quando Chris se n’è andato dalla Ferrari ha lasciato parcheggiate sotto casa una 500 bianca e un’Alfa verde. A un certo punto vennero i carabinieri da me a dirmi che se non avessi provveduto a spostare quelle due vetture ci avrebbero dovuto pensare loro. Le regalai, aiutando qualcuno che sapevo essere in difficoltà. Chris era speciale. Soprattutto in questo. Hai fatto bene a scrivere un libro su di lui.”

Per motivi diversi siamo in due a commuoverci. Io e Alessandro, il presentatore ufficiale del Ferrari Club Alessandria.

Per motivi diversi, entrambi abbiamo colto la stessa cosa.

I ricordi di Brenda ci avevano riportato a una Ferrari che non esiste più.

I semi di quel marchio.
Divenuto mito nel mondo.”

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