Grande Neuville epico Adamo

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Grande Neuville epico Adamo

 

Erano 96 anni che un belga non vinceva a Montecarlo, e per di più Hyundai nel Principato non aveva mai vinto. Ma quello che lascia davvero impressionati è la cattiveria sportiva con cui hanno trionfato Neuville e Gilsoul, autori di un tempo sbalorditivo in PS2 (1” a chilometro rifilato a Ogier e tutti gli altri) ma poi risucchiati da un Evans che sembrava in stato di grazia. Francamente, dopo il primo giro di sabato mi pareva assolutamente fuori dai giochi, tanto che con più d’uno si discuteva di chi avrebbe favorito Makinen per vincere: Ogier, che notoriamente punta al settimo iride, o Evans?

Ciaone. Il belga ha vinto tutte e sei le ultime prove, prendendosi anche il lusso di castigare Ogier nella Power Stage strappandogli per la miglior posizione nella generale i 5 punti bonus dopo che i due avevano percorso il Col de Braus con lo stesso tempo.

Ma ora voglio fare un gioco, che ho deciso in questo istante. Assegnerò i premi, tenendo neanche troppo nascostamente la traccia delle Statuette che Mario Donnini compila su Autosprint per la Formula 1.

Miglior attore protagonista: Thierry Neuville, troppo facile. Per la motivazione, leggere sopra.

Miglior attore non protagonista: nessun dubbio, Esapekka Lappi. Dopo le bizze di raffreddamento della sua Fiesta, ha completato una rimonta eccezionale durante la quale ha dimostrato grande classe. Chapeau.

Miglior film: Mads Ostberg, capace di bucare quasi subito, perdere tre minuti e giocarsi per un nonnulla la vittoria in RC2 oltre a stravincere nel WRC2. La classe non è acqua.

Miglior cortometraggio: Gus Greensmith. D’accordo i problemi patiti da tutte le Ford in PS1, ma la rocambolesca (eufemismo) uscita di strada in PS3 è dura da mandare giù. Sfortunato.

Miglior regista: Deividas Jocius. Chi scrive lo aveva pronosticato ritirato sulla prima lastra di ghiaccio dopo averlo visto decisamente aggressivo nello shakedown. Invece è stato intelligente e ha saputo mollare, regalando sempre tanto spettacolo.

Migliori effetti speciali: Ott Tanak, che neanche Hollywood lo avrebbe potuto far uscire di scena in maniera più rumorosa.

Oscar al merito: Andrea Adamo, alias “I’m coming… Ma sì, it’s a nice weekend, ciao”.

Menzioni speciali.

Premio Scienziaeto (ovvero, a chi la fa più grossa): la regola del Super Rally. È forse giusto che un pilota come Suninen che rompe la trasmissione in PS2 torni a casa con 7 punti mondiali? Certo che no.

Premio Diludendo: Sebastien Loeb, seppure con dolore. Il Cannibale, ogni volta che si presenta in gara, gli appassionati lo vorrebbero vedere in testa dall’inizio alla fine. Ma un possibile gap di sicurezza sull’asfalto (se ne lamentava anche l’anno scorso) lo ha frenato. “Addavenì la tera.”

Premio Mandostai (ovvero, ma siete matti): a Montecarlo, l’ultimo giorno partono in 60. Gli esclusi non vengono estromessi dalla classifica, ma se aspettano una ventina d’ore prima di portare fuori dal parco chiuso la loro macchina vengono classificati ugualmente. Così, in WRC3 Umberto Scandola e Paulo Nobre hanno portato a casa 4 e 2 punti mondiali senza partecipare alle ultime quattro prove speciali, senza parlare di Caprasse che ha fatto bottino pieno nella Coppa FIA RGT senza correre su Turini e Col de Braus.

 Ma com’è possibile?

 

Niccolò Budoia

 

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