Gli Dei della Formula 1

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Gli Dei della Formula 1

 

 

Tutti gli sport hanno un Dio.  Alcuni anche due.

La F1 fa parte della seconda categoria, quella con 2. Il primo è il Dio dei piloti che bacia in fronte qualcuno di loro con frequenza che va ben oltre i due lustri, ma che ha un’intensità tale da spingersi sino ad avere colloqui intimi e privati con questi cavalieri di casco armati. Relazioni intime e nascoste che si manifestano solo a visiera chiusa nella sacralità sudata di uno strumento che non a caso in inglese si chiama helmet.

L’altro è un Dio “minore”, che si insinua nei meandri del mezzo meccanico. Il primo gestisce l’umanesimo della F1, l’altro l’illuminismo. ll secondo è  un Dio più “social” del primo, proprio come il suo spirito tecnologico .Questo a volte è benevolo a volte truce. Diciamo che quando decide di mostrare i suoi poteri non lesina disgrazia alcuna. Non sopporta gli spacconi quelli che pensano di avere il loro futuro nelle proprie mani, ignari di quanto invece su di  loro incombano “gli dei” della F1. Della loro presenza e potenza ha avuto l’ennesima dimostrazione tal H. Marko. Che tutti chiamano Heilhelmut. L’ignaro ( non del tutto) Marko, nei giorni precedenti la gara ha dispensato sicurezza a piene mani su tutto il Circus. E si che non è un novellino di primo pelo lui che  sa che gli dei del paddock come quelli dell’Olimpo amano preghiere e non superbi proclami. E come a ribadire il loro dominio su tutto e tutti hanno piegato  il suddetto meschino miscredente a miti consigli, riportandolo in modo brusco, coi piedi per terra. Che poi è il suo habitat. A lui non è concesso di frequentare certi ambienti soprannaturali. E dire che al loro fianco hanno sì scelto di avere alcuni di questi eroi sfreccianti, ma solo 1 massimo 2 per secolo. Principi eletti del volante. Eroi abili e coraggiosi, al punto tale da renderli degni di sedere al loro cospetto. Marko e il suo pupillo non sono e probabilmente non saranno tra questi. E cosi fu che i fulmini dell’Olimpo si accanirono col “ Hondum motorum” e i tori rossi furono ritirati nelle regie stalle del circuito di casa.

Alla Ferrari ,invece, per andare piano non servono strali divini. Ci riescono molto bene da soli. Ma se cotanta ira funesta fu distribuita sulle spavalde corna delle Red Bull in egual misura al Cavallin rampante che ivi giunse con miti consigli, grandi doni furon elargiti tanto da trasformare una mesta figura in trionfal parata.

Certo il Gp l’ha vinto Bottas che ha messo a frutto tutto , (o quasi) il potenziale della sua nera tripuntita Mercedes.

DAS AUTO in tedesco.

Dietro di lui appunto  Leclerc e il gioiso Norris tanto simpatico quanto veloce. Ed Hamilton? L’inglese ha litigato col regolamento per tutto il week end tanto da ricevere più penalità (pensate, non sapeva che esistessero le penalità) in un fine settimana che in 13 anni di carriera.  Forse qualcuno di bianco pittato non ha gradito le cerimonie black is matter pre gara? Sarebbe una vergogna. E lo dice uno che non ha un grande feeling con Luigino ma certe cose passano un miglio sopra lo sport. E lo sport deve sempre portare messaggi positivi. O almeno sforzarsi di farlo. E’ un opinione e anche sicuramente sbagliata, ma a pensar male si fa peccato. Anche se spesso ci si indovina.

A proposito di peccati. La Ferrari spera di risolverne almeno qualcuno, tra quelli notevolmente evidenziati nel progetto SF1000. Già da questo Gp denominato della Stiria in onore alla regione austriaca che ospita la gara, introducendo modifiche importanti.

Sarà cosi? Voce di paddock racconta di un pacchetto abbastanza grande , quasi tutto quello che avrebbe dovuto arrivare a Budapest, messo in campo dal team italiano. Se cosi fosse ci aspettiamo almeno mezzo secondo sul giro e almeno 6/8 km orari in più rispetto a domenica scorsa. Questo significherebbe che  la strada imboccata è quella giusta altrimenti non basteranno tutti gli dei dell’Olimpo, per portare a casa almeno un Gp.

Al nastro d’asfalto l’ardua sentenza.

Noi possiamo solo accendere una candela.

Agli Dei della F1.

 

Sergio Mapelli

 

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