Gilles e il motore di Caruso

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Gilles e il motore

di

Caruso

 

 

“Caruso al l’ha pruvè…”

Dalle miserie del presente belga a un passato, che a Zandvoort ha raccontato una F1 di situazioni e uomini che non esistono più.

Introdurre il ritorno del Gran Premio d’Olanda nel Circus è la ghiotta occasione per rammentare ciò che avvenne esattamente 40 anni fa.

Gilles che esce alla curva Tarzan.

Apparentemente nulla d’inconsueto considerando il protagonista in questione, considerando come Gilles da queste parti, su quella piega a destra dopo il via pennellasse anno dopo anno gomma nera sull’asfalto con rara maestria.

È il resto della storia a non essere vista. Ciò che riguarda la traversata notturna di due meccanici nel cuore dell’Europa con un 6 cilindri Ferrari nel bagagliaio destinati a giungere ai cancelli olandesi del circuito il sabato pomeriggio.

A qualifiche appena concluse.

Il Caruso in questione si chiama Luciano, ingegnere motorista. Ha appena deliberato al banco prove di Maranello un motore in grado di regalare qualche cavallo in più alle monoposto del Cavallino. Cavalli di cui si avrebbe un gran bisogno visto il sedicesimo tempo in prova di Gilles. Ottava  fila. Tanto vale buttare nella mischia anche la più piccola novità. Quel motore giunto in Olanda per mano di due disperati in missione per conto del Signore di Maranello viene montato la domenica prima della corsa sulla vettura di Villeneuve. Ti accorgi così rispetto a oggi che non sono solo gli uomini a essere cambiati, ma anche i sacrifici che essi compivano, in nome di una causa comune.

“Gilles, il Commendatore si è raccomandato. Non gli interessa il risultato, vuole giudicare il funzionamento del motore in gara per valutarne l’uso futuro. Capito?”

Oui oui, bien bien.

Gilles non ne più di arginare la pedante insistenza di Furia, il quale da ingegnere scrupoloso, a mo’ di goccia cinese torna a rammentare ciclicamente al proprio pilota le raccomandazioni fattegli da Ferrari alla vigilia di quella corsa.

Oui oui,bien bien.

Giù la visiera. Tempo 150 metri e Villeneuve ha già superato tre vetture ritrovandosi a panino tra la Arrows di Patrese e l’Alfa di Giacomelli. 300 metri e la sua gara è già conclusa nella via di fuga, sotto ai cartelloni pubblicitari montati alla curva Tarzan.

No, il motore di Caruso quel giorno non lo avrebbero collaudato in pista.

Era così.

Oltre quel propulsore di Caruso, con qualche cavallo in più a disposizione in una domenica da Gran Premio.

Sul circuito di Zandvoort.

 

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