Gil e Paolino

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Gil e Paolino

 

“ Gil non ti preoccupare, sono ancora con te. Sono qui per riparare la tua macchina.”

Villeneuve si volta e quasi non crede ai suoi occhi.

“ Paolino mon ami!!!  Anche tu …“

Un velo di tristezza attraversa gli occhi di Gilles. Un attimo,  capisce…, ma poi la gioia sconfinata di rivedere il suo capomeccanico prende il sopravvento.

’Scolta Gilles te adesso però devi fare il bravo. Son quasi quarant’anni che mi spacco la testa a pensare cosa avrei potuto fare per riparare la tua T4 a Zandvoort. Adesso prendi il casco che andiamo a fare un giro per vedere se funziona o no.”

Mentre meccanico e pilota si avviano verso la macchina, i due amici hanno tempo per scambiarsi qualche battuta. Gilles sorride come un bambino impunito e Paolo pensa ancora a cosa gli aveva fatto provare suo figlio Jacques, calato nella stessa vettura del padre.

“Però lui le macchine le tratta un po’ meglio di te”

“Sì, ma va anche più piano…e poi quelle camicie!!”

Ridono, ridono come da tempo immemorabile non hanno mai fatto.

“Eccoci qua. Dai monta, su Aviatore”

Gilles guarda l’amico meccanico e per la prima volta in vita sua ha un’aria davvero perplessa.

“Monto su? Ma se ha ancora tre ruote….”

“Te sali dentro e fai il bravo che il tuo mestiere è il pilota, come il mio il meccanico da corsa. Dai dai, monta su e sta zét.”

Sempre più perplesso, Villeneuve indossa la balaclava, il casco e con le mani indossati i guanti serra il volante, alla sua maniera. Paolo l’aiuta con le cinture come ha fatto mille volte sui circuiti di mezzo mondo.

“Pronto Gil? Adesso  partiamo eh? Accendo il motore!”

Il rombo del dodici cilindri torna a riempire l’aria come mai aveva fatto in passato.

“Ecco Gil, adesso puoi andare!”

Non si è accorto Villeneuve che il differenziale e le sospensione, sono tornati al loro posto.

“Dai Gil, falla muovere che si addormenta!”

Lo sguardo di Paolo è troppo convincente. Il piede affonda sull’acceleratore. La T4 vola come prima. Più di prima. Veloce come il vento.

“Et vest?”

 Rivolgendosi al canadese con un sorriso da orecchio ad orecchio.

“Grazie Paolo, grazie davvero.”

“ È che non ero attrezzato per i miracoli…ma adesso qua si può fare!!”

“Sei proprio tu Paolo, quel gran genio del mio amico….”

Quando un meccanico e un pilota, in Paradiso possono ancora fare.

Tutta la differenza del mondo.

 

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