Elio e Zeltweg ’82

HEADER-TITOLO-BLOG-senza-foto

 

Elio e Zeltweg ’82

(La leggenda del pilota sull’Oceano)

 

 

Che si fa in questi casi?

Già,che si fa?

Troppo pulito. Forse, come altri piloti prima di lui. L’amato Jim e la stessa macchina da portare sempre al traguardo. La Lotus di Chapman. Troppo onesto, per spiegare quel sottile velo di tristezza che accompagnava sempre il suo sguardo nel pigiare l’acceleratore, piuttosto che nell’appoggiare le dita sulla tastiera del pianoforte.

In fondo la fortuna non gli voleva troppo bene. salvo in rari casi. Ricordandosi di quell’uomo in perenne debito con lei. Chapman in pista era più del paterno affetto. Era l’ultimo cappello, volato alto nel cielo a Zeltweg nel ferragosto dell’82. Proprio per lui, italiano di Roma, mentre Zermiani fomenta una rissa sul podio pur di intervistare il vincitore di quella vittoria al fulmicotone sulla Williams di Rosberg. Tra una marcia mancata e il poco carburante per finire la corsa.

“Ezio non preoccuparti, tu fai il tuo lavoro come io faccio il mio che è quello di rispondere alle tue domande. Non mi disturbi affatto, anzi alla partenza intervistami ogni volta che puoi.”

Senza volere da quel giorno in griglia, il mondo cambia per sempre. Per mano di un giovane gentiluomo romano col pallino delle corse. Ma le cose cambiano ancora e un giorno la Lotus non è più la famiglia di un tempo. Arriva Senna, a strappargli casa e attenzioni, insieme a quel sentimento triste, amplificato dal lutto improvviso di Colin. Non è più lo stessa in Lotus. Nessuno più l’ascolta.

Meglio una Brabham insieme a Patrese.

La Bt55 è bella, tanto bella, ma De Angelis non è contento. Perde pezzi per strada come rottami al vento. Le spalle fuori l’abitacolo. Senza regola e protezioni.

Quella macchina lo inquieta. Steso più degli altri dentro a quell’abitacolo più basso di chiunque altro.

 Senza più avere una meta certa davanti.

Uno spregiudicato tabernacolo che non conosce tregua. È una vettura troppo lenta, che non può fare sognare.

Meglio non pensarci Elio. Meglio continuare a suonare il tuo pezzo migliore. Quella tua prima vittoria in carriera a Zeltweg, insieme a tre giri praticamente perfetti.

La leggenda di un pilota. Un pilota sull’Oceano.

 

 

Elio e Zeltweg ’82

(La leggenda del pilota sull’Oceano)

 

 

Che si fa in questi casi?

Già,che si fa?

Troppo pulito. Forse, come altri piloti prima di lui. L’amato Jim e la stessa macchina da portare sempre al traguardo. La Lotus di Chapman. Troppo onesto, per spiegare quel sottile velo di tristezza che accompagnava sempre il suo sguardo nel pigiare l’acceleratore, piuttosto che nell’appoggiare le dita sulla tastiera del pianoforte.

In fondo la fortuna non gli voleva troppo bene. salvo in rari casi. Ricordandosi di quell’uomo in perenne debito con lei. Chapman in pista era più del paterno affetto. Era l’ultimo cappello, volato alto nel cielo a Zeltweg nel ferragosto dell’82. Proprio per lui, italiano di Roma, mentre Zermiani fomenta una rissa sul podio pur di intervistare il vincitore di quella vittoria al fulmicotone sulla Williams di Rosberg. Tra una marcia mancata e il poco carburante per finire la corsa.

“Ezio non preoccuparti, tu fai il tuo lavoro come io faccio il mio che è quello di rispondere alle tue domande. Non mi disturbi affatto, anzi alla partenza intervistami ogni volta che puoi.”

Senza volere da quel giorno in griglia, il mondo cambia per sempre. Per mano di un giovane gentiluomo romano col pallino delle corse. Ma le cose cambiano ancora e un giorno la Lotus non è più la famiglia di un tempo. Arriva Senna, a strappargli casa e attenzioni, insieme a quel sentimento triste, amplificato dal lutto improvviso di Colin. Non è più lo stessa in Lotus. Nessuno più l’ascolta.

Meglio una Brabham insieme a Patrese.

La Bt55 è bella, tanto bella, ma De Angelis non è contento. Perde pezzi per strada come rottami al vento. Le spalle fuori l’abitacolo. Senza regola e protezioni.

Quella macchina lo inquieta. Steso più degli altri dentro a quell’abitacolo più basso di chiunque altro.

 Senza più avere una meta certa davanti.

Uno spregiudicato tabernacolo che non conosce tregua. È una vettura troppo lenta, che non può fare sognare.

Meglio non pensarci Elio. Meglio continuare a suonare il tuo pezzo migliore. Quella tua prima vittoria in carriera a Zeltweg, insieme a tre giri praticamente perfetti.

La leggenda di un pilota. Un pilota sull’Oceano.

 

logo sinfonia motore almanacco

logo sinfonia motore almanacco

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell’autore
SinfoniaMotore – Tutti i diritti riservati. All rights reserved.