Editoriale: Bahrain, atto secondo. (di Sergio Mapelli)

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Editoriale: Bahrain atto secondo.

(di Sergio Mapelli)


 ” Maledette gomme. Sempre a rompere i maroni…Sarà, eppure la base di partenza quella rimane. Da Barcellona alla calda domenica del Bahrain. Ci sarà solo…qualche grado in più di differenza…come le opinioni random su questo inizio di mondiale, dall’espertissima sede tecnica del mondo professionistico, all’ostinato dilettantismo dei comuni mortali…” (Emiliano Tozzi)

 

Bahrain.

Atto secondo.

Oppure no?

C’è ancora l’odore dello champagne sulle tute dei piloti Ferrari che già è ora di indossarne di pulite per infilarsi di nuovo dentro l’abitacolo, per le prime prove del secondo GP della stagione.

Bahrain, circuito di Sakhir, località Manama, capitale dello stato. La traduzione della parola Bahrain in arabo è letteralmente: “Regno Dei Due Mari”. Visto l’esito dell’ultimo GP si potrebbe tranquillamente coniugare a “Regno dei due piloti”.

Il Circus ci arriva dopo l’entusiasmante ed anche un po’ strano Gp d’Australia, che ha consegnato a Sebastian Vettel il primo trofeo della stagione e contemporaneamente il primo posto in classifica. Alla Ferrari invece spetta la leadrship nella graduatoria dei  costruttori. Ammesso  e non concesso che dopo un GP abbia senso parlare di classifiche. Anche perché nonostante l’esito della gara “made in Kangaroo-land”, i soliti soloni per il futuro, hanno di nuovo sventolato le bandiere color argento con al centro la stella a 3 punte. Si certo, grazie ad un colpo di fortuna e ad un regolamento assurdo ha vinto la Ferrari (ahhh come avrei voluto sentire le stesse parole dopo la Cina dell’anno scorso) ma trattasi chiaramente di un fuoco di paglia. Quindi l’analisi del GP del deserto deve per forza di cose rimettere le cose a posto. Melbourne non fa testo. Quindi è inutile parlare del Bahrain, come naturale prosecuzione dei risultati emersi dal primo appuntamento stagionale. Il GP d’Australia non esiste, non si è mai corso. Punto e basta. Era una sorta di coda di test, post Barcellona. L’Australia non è un vero circuito, il Bahrain sì. Perciò cari amici scudati del Cavallino, riponete mestamente i vostri impolverati vessilli che avete inopinatamente osato estrarre dai bauli perché, tanto per citare Sergio Endrigo, la festa è appena iniziata ed è già finita. Il caso e la fortuna non sono componenti tecnici che si possono utilizzare o regolare perciò, dal prossimo GP tutto tornerà nella “norma”.  Per questo i soliti esperti ci dicono che finalmente i valori reali usciranno allo scoperto e alla Ferrari toccherà lottare per le posizioni che stanno ai piedi del podio. Del resto basandosi su dati più che reali questi ex ingegneri, ex piloti ecc. ecc.ci hanno fatto notare che: chi ha fatto la pole, anzi una superpole a Melbourne? La Mercedes o meglio il duo Mercedes – Hamilton per la precisione ( mentre Bottas navigava nelle retrovie senza mai avere il vento in poppa). E chi ha fatto il miglior tempo in gara ? la Red Bull. O meglio, il binomio Red Bull – Ricciardo (perché l’altra Red Bull di Verstappen, faticava a fare 3 curve consecutive senza rischiare di girarsi). Perciò in Bahrain finalmente si vedrà un GP di F1 e non una gara a tratti farsesca in termini  di vincitori. Ragazzi, un esperto è un esperto. Poche storie.  Gli ingegneri non hanno ancora trovato la formula matematica della fortuna perciò non esiste. Esattamente come loro. Loro, gli ingegneri,non esistono, loro funzionano. Io però da dilettante con “certainties-less” qualche domanda me la sono fatta. E a differenza loro, proprio da Melbourne vorrei ripartire per fare un altro tipo di analisi.

Scusatemi eh.  

In quanto “profano” non può trattarsi di analisi ma di semplice pensiero. Al massimo opinione. Perché a me e a noi “pasionari”, oltre alla vittoria sono rimasti nella mente e nel cuore anche gli ultimi giri di Hamilton. Giri passati a lottare contro un problema che nessun ingegnere mi ha ancora saputo spiegare. E io ho cercato ovunque. Ah se ho cercato. In tv, sui siti e su tutte le testate, ma niente. L’unica cosa che hanno saputo dire è che Hamilton ha fatto un deploy, uno scarico di dati. Grazie, lo abbiamo visto tutti in mondovisione il display della Mercedes… il problema è che se sei un esperto devi dirmi cos’ha “deployato” e soprattutto perché. Lasciando perdere lo sventolato problema di gomme che è più falso della commissione Warren sull’omicidio Kennedy, le ipotesi potrebbero essere  due. La prima. Una rimappatura del motore per ridurre i consumi? Ipotesi plausibile perché soprattutto nel finale, quando ha perso tempo a causa del lungo in frenata, Hamilton ha spinto molto per chiudere il gap con Vettel. Per questo ha succhiato tutti i cavalli della sua P.U. ma contemporaneamente ha succhiato anche tutta la benzina. E questa sarebbe una grande notizia per la Ferrari anche perché 6 giri in regime di Safety Car avrebbero dovuto scongiurare ogni problema del genere. La seconda. Potrebbe essere stato un problema legato alle temperature del motore che hanno costretto il pilota inglese ad alzare il suo ritmo fino a 1,7 secondi al giro. Per questo mi sarebbe piaciuto avere un’altra tornata a disposizione. Non tanto per vedere se Kimi avrebbe raggiunto e superato Hamilton, ma per vedere invece se Hamilton una volta raggiunto sarebbe stato in grado di rialzare il ritmo. Comunque anche questa seconda ipotesi sarebbe una buona notizia per laFerrari. Ma allora mi sono chiesto. La Mercedes va di più, ha spinto a fondo e d’accordo, ma entro i suoi limiti anche Vettel credo abbia dato tutto quello che la sua Rossa poteva dargli. Allora perché non ha avuto problemi di consumo? E neanche Kimi ne ha avuti, tanto da poter alzare nel finale il suo ritmo per cercare un ultimo e disperato attacco al secondo posto, nonché per difendersi dagli attacchi di Ricciardo. Quindi? Come si giustifica? Poi quasi per caso butto l’occhio sulla classifica delle velocità massime. E cosa scopro al netto delle scie che a volte “corrompono” questi dati? Scopro, sempre da dilettante sia chiaro, che mentre Hamilton, Bottas e quasi la totalità degli altri team ha realizzato in gara quasi le stesse velocità di punta realizzate in prova, la Ferrari pagava tra prove e Gp quasi 30 km/h! Lo scrivo in lettere perché non vorrei che il dato sfugga. Quasi trenta km/h. Vettel in prova ha segnato 320 km/h e in gara 295. Kimi 321 in prova e 296 in gara! Ora siccome sappiamo tutti che le macchine dopo le prove vanno in regime di parco chiuso e pertanto gli assetti non sono toccabili, l’unica reale spiegazione di questa enorme differenza è nella mappatura del motore. Mappatura alla quale potrebbe anche essere associato un assetto con più carico. Pertanto  con più carico e con mappatura massima del motore la Ferrari in prova ottiene comunque un’alta velocità. Mentre in gara dove la mappatura deve per forza scendere, il carico più alto fa sentire tutto il suo “peso” riducendo la velocità di punta. A questo punto , sempre da inesperto, approdo ad altre due conclusioni, come logico  sillogismo delle prime due.

La prima.

 Ma quanta potenza ha un motore che col suo “bottone magico” riesce a farti guadagnare sino a 30 km/h a parità di assetto e di carico?

La seconda e più importante .

Quanto avrebbe potuto spingere in più sulla potenza usata in gara la Ferrari senza arrivare ad avere problemi di consumi nel finale? Personalmente credo che la differenza di 30 km/h sia più di uno step di motore. Probabilmente siamo vicini alla differenza che intercorre tra il valore massimo e quello minimo. Se questo fosse vero vorrebbe dire che la Ferrari ha corso quasi tutto il GP con una mappatura conservativa e tutto questo senza perdere quasi mai la scia di Hamilton.

A questo dobbiamo unire il fatto che, nonostante Hamilton fosse sempre rimasto in scia a Vettel, per oltre 25 giri non è mai arrivato cosi vicino da poter neanche abbozzare un pallido attacco. E se questo è successo con la Ferrari che viaggiava con mappature “basse”vorrebbe dire che la macchina di Maranello ha sì qualche problema maggiore di grip e guidabilità nel misto ma che in rettilineo ha veramente fatto passi da gigante rispetto alla passata stagione. Insomma tutti dati ed analisi, (ops…)  pensieri,  che agli occhi di noi dilettanti sembrano basi sulle quali poter sperare di non fare una debàcle nel deserto….Luogo, dove notoriamente fa caldo.

Molto caldo.

Condizione atmosferica  che, sempre a detta degli esperti, potrebbe essere l’unico piccolo, piccolissimo neo dell’armata argentea che, qualche problema col surriscaldamento delle gomme lo tiene. Insomma cari amici,  a noi dilettanti non resta che tornare a sperare nel fato e nella fortuna, restando “coperti” anche sotto il sole ed i 35 gradi del Bahrain, perché gli esperti hanno già sentenziato la vittoria Mercedes! E tutto questo non con pensieri campati in aria come i miei. No. Sono il fior fiore di analisi fatte sulla base di molti, moltissimi dati raccolti ai 3 gradi nevosi di Barcellona…!

Come hanno fatto? Vi chiederete, voi con me .

Beh semplice. Sono esperti, altrimenti sarebbero dei dilettanti.

Come spesso dico, al nastro grigio l’ardua sentenza . A presto con il nostro “ Scommettiamo che”… sperando che vada meglio dell’ultimo …o magari anche no.

Ferrari permettendo…

 

 

 

 [/vc_column_text][vc_column_text css_animation=”fadeIn”] Sergio Mapelli

 

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