Doccia Imolese

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Doccia Imolese

 

Piove a Imola e a molti sono tornati in mente gli esperimenti dello scienziato Ighina che con le sue macchine del tempo (nel senso meteorologico) avrebbero fatto tanto comodo.

Su queste premesse parte il week end del Made In Italy. L’onda Rossa invade le colline dell’autodromo Imolese come neanche le acque trasformate in sangue del Nilo di moseiana memoria. Un cuore rosso che è tornato a battere come non succedeva da anni. Alimentato dall’adrenalina dei primi 3 Gp della stagione e dalla configurazione del circuito, il popolo ferrarista ha risposto presente. E da quello che si è visto il venerdì tutto sembrava confermare le attese con i bolidi di Maranello a dettare legge anche sulle acque del… Mar Rosso imolese, tanto per restare in tema biblico. Una cosa però emerge durante il week end. La Ferrari va forte agli “estremi” delle condizioni metereologiche. Ovvero : con l’asciutto e con il bagnato estremo. Tutte quelle altre situazioni intermedie che spesso si vengono a delineare sulle piste che partono bagnate e man mano si asciugano , vedevano la Red Bull avere più prestazione e più passo.  E lo si è visto già dalla sprint race del sabato quando complice una SC, Max Verstappen è riuscito a recuperare la sua prima posizione persa in partenza andando a vincere la mini gara, anche grazie alla solita velocità sul dritto delle Red Bull. Ma la mini race vista al sabato faceva ben sperare i tifosi del Cavallino perché si era visto che Max era attaccabile al via e che , vista la rimonta fatta da Sainz risalito dalla decima posizione fino alla quarta in soli 21 giri, si era capito che quest’anno a meno di stravolgimenti tecnici il mondiale  sarà una questione ristretta tra Ferrari e Red Bull. Quindi, si arriva alla partenza della domenica con le prime 2 file marchiate Red Bull-Ferrari e la pista bagnata. Purtroppo però non bagnata abbastanza per la Rossa. Insomma, qualche presagio nell’aria aleggiava. E infatti, al via succede quello che nessun Ferrarista avrebbe voluto vedere. Leclerc invece di ripetere la partenza del sabato fa pattinare le gomme non riuscendo pertanto ad attaccare Verstappen . Non solo, perde ben 2 posizioni a favore di Perez e Norris. Fine ? No. Come diceva il buon Aigor potrebbe andare peggio…potrebbe piovere. E infatti 300 metri dopo il via Ricciardo pensa bene di speronare Sainz che cosi finisce per la seconda volta consecutiva il suo Gp senza neanche vedere il traguardo al primo giro. Almeno sta risparmiando km al motore… Il circuito di Imola si sa, non è il massimo per i sorpassi soprattutto con queste macchine progettate per  trarre vantaggio dal DRS. Ma se il DRS non è utilizzabile la cosa si fa ancora più dura. Leclerc riesce comunque a superare Norris che entra presto in crisi di gomme ma quando si tratta di attaccare le Red Bull si capisce subito che il passo delle 2 vetture non lo consentirà . E qua a parer mio entra in gioco il cuore dei piloti che, per quanto professionisti super programmatori, sempre umani sono. Probabilmente fossimo stati su un’altra pista la gara sarebbe finita cosi. Con Leclerc sul terzo gradino del podio consapevole che per questo “giro” le RB ne avevano di più consapevole che portare a casa punti in queste condizioni sia fondamentale nel lotta per il titolo.  Ma siamo a Imola, purtroppo verrebbe da dire. Il monegasco non ci sta proprio ad accontentarsi cosi passivamente davanti al suo “popolo”. Lui che oltre al viso pulito condivide anche l’accento francese con Gilles fa una cosa …alla Gilles. Prova due giri oltre i limiti della macchina nel tentativo di avvicinarsi a Perez e poter “sparare” almeno un colpo visto che nel frattempo la direzione gara ha dato l’ok all’uso del DRS. Insomma buttare il cuore oltre l’ostacolo. Alla Villeneuve appunto. E proprio come spesso succedeva a Gil, oltre l’ostacolo non ci è andato solo il cuore ma anche la macchina. Variante Alta, entrata troppo irruenta, la macchina finisce sul cordolo , sbanda e va fuori strada. Leclerc per fortuna riparte e dopo un cambio gomme e una rimonta sfrenata torna in sesta posizione. Insomma primo errore del pilota Ferrari della stagione. Punti persi, sette. O , per come la vedo io guadagnati, visto che avrebbe potuto parcheggiare la sua Ferrari a bordo pista mettendo le basi per una débâcle completa. Invece è riuscito a ripartite e a portarsi casa punti preziosi ( ahh come sarebbe bello che fossero decisivi per il mondiale a fine stagione).

Alla fine doccia fredda per i ferraristi e week end perfetto per la Red Bull. Per i tifosi del Cavallino occhi al cielo e un ritornello che scorre nella mente… “La pioggia cade su di noi, la gente non sorride più, …ma che colpa abbiano noi.

Personalmente per il risultato non ne farei un dramma. Può succedere e Sainz prima o poi un Gp lo finirà . La cosa che mi ha preoccupato non sono le posizioni finali, ma le prestazioni. Il passo RedBull cosi superiore su una pista “Ferrari” non è un buon segno.

Speriamo che, come detto in precedenza, sia più una situazione legata alle temperature e all’umidità dell’asfalto che alla prestazione pura delle vetture in sè. Sta di fatto che la sensazione che RB abbia fatto un passo avanti me la porto dentro, così come mi porto dentro la speranza che la Ferrari sappia rispondere all’accaduto fin da subito in questa sorta di gara all’aggiornamento più efficace. Determinante per il titolo finale.

A Miani avremo già le prime risposte dove aspettiamo invece una doccia…. di sole.

ROSSO.

 

Sergio Mapelli

 

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