Cosa può cambiare in Ferrari

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Cosa può cambiare in Ferrari

 

 

A ben pensarci il futuro che il campionato propone tra Spa e Monza sembra essere davvero l’ultima spiaggia Ferrari, in questo campionato così avaro di soddisfazioni per gli uomini di Maranello.

Ebbene.

Non vi nascondo che anche per il futuro più a lungo termine non nutro eccessivo ottimismo.

A chi insiste nel vedere nei continui e repentini cambiamenti di organigramma qualcosa di positivo, reputo invece evidenzi il sintomo di un malato alle prese con una terapia non ancora in grado di guarirlo del tutto.

Masticando un po’ di storia non ci sarà troppo da illudersi nemmeno in ottica  2020.

Un dato di fatto per chi abbia un minimo di buona memoria. I ribaltoni di governo ( visto che è periodo…) non fanno le fortune delle squadre di F1.

È un gusto, un sapore piuttosto amaro da sopportare, se penso a certe persone che lavorano nell’attuale contesto della squadra di Maranello. Per Vettel il capolinea definitivo. Per altri l’investitura a pieno titolo di nuovo salvatore della patria.

I medesimi errori di sempre.

Dopo la morte di Marchionne siamo di fronte all’ennesima rifondazione della squadra. Non sarà facile e nemmeno una passeggiata di salute.

Questo mi hanno insegnato 21 anni di astinenza dal mondiale piloti.

Per ora siamo a 12 e sembrano già tanti…Non dubito che la striscia continuerà nel breve periodo ad allungarsi. Almeno fino al 2021. Quando un nuovo regolamento tecnico aprirà qualche spiraglio per cercare di tornare ad essere nuovamente di fatto competitivi per il campionato del mondo.

Ecco.

Cosa può cambiare in Ferrari.

Senza farsi troppe illusioni.

 

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