Cosa dice a me il botto di Tanak

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Cosa dice a me il botto di Tanak

 

Tutti abbiamo visto il botto che hanno cacciato venerdì mattina Tanak e Jarveoja. Macchina da buttare, loro due incolumi. Quella botta ha fatto sorgere molte voci critiche, che accusavano queste Wrc+ di essere troppo pericolose e troppo simili ai Gruppo B. Non sono d’accordo con queste opinioni, che comunque rispetto.

Il fatto che l’equipaggio sia sceso incolume da quella bomba dimostra da solo come quelle macchine non siano pericolose. Sono pericolose le velocità che raggiungono, come lo erano quelle che facevano la Stratos e la Ascona con l’handicap che gli standard di sicurezza non erano comparabili. L’errore fatto da Tanak, probabilmente (dico probabilmente perché dovrei sapere l’estone, e non lo parlo), sta nelle note. O non ha segnato quel dosso che lo ha portato decisamente fuori traiettoria, o lo ha sottovalutato una volta arrivatoci in gara.

Queste Wrc+ non sono paragonabili ai Gruppo B se non per le prestazioni. Simili nel dritto e molto più veloci e impressionanti in curva, la sicurezza fra le due generazioni non ha gradi di comparazione. Vorrei ricordare poi che il vero motivo per cui i Gruppo B furono cancellati non era la loro velocità, ma la facilità con cui prendevano fuoco. Ho avuto di recente la possibilità di leggere un Autosprint che raccontava il Montecarlo 1987, e tutti dicevano che a livello di pericolosità nulla separava i defunti Gruppo B dai neonati Gruppi A. Il vero problema, dicevano Biasion, Kankkunen, Rohrl e Ragnotti, era il fuoco, una questione superata solo dopo vent’anni (e forse più).

Ultima cosa: ad eccezione dell’incidente nei test che ha causato la frattura del bacino di Evans, l’anno scorso, l’ultimo incidente serio nella classe regina del Mondiale che abbia avuto conseguenze per l’equipaggio lo ha avuto Lefebvre, in Germania. In quel caso, il naviga Gabin Moreau si ruppe una mano, un piede, una gamba e una vertebra battendo contro un hinklestein nella prova di Panzerplatte. Era il 2016 e correvano su una Citroen DS3 Wrc: penultima generazione. Le altre botte serie ci sono state solo in R5. Insomma, poco da fare: fino ad oggi le Wrc+ si sono dimostrate incredibilmente sicure.

 

Niccolò Budoia

 

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