Conway,Buemi,Hartley,Duval: le jeux sont faits…

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Conway, Buemi,Hartley, Duval: le jeux sont faits

 

 

Tante volte il senso di una foto può esser racchiuso nella libera interpretazione che ognuno di noi, in possesso della propria immaginazione sia in grado d’identificare nelle sembianze proposte ai propri occhi dalle forme e i lineamenti di cose e persone rappresentate al suo interno.

Occhiali oscuri.

L’accerchiamento del nemico.

Oppure come in questo caso, il libero confronto tra due case automobilistiche al loro primo autentico incontro da future rivali dichiarate. Conway, Buemi e Hartley da una parte, Duval dall’altra. Toyota contro Peugeot. Nove Le Mans vinte negli ultimi nove anni per quattro piloti. Biglietti da visita alla James Bond come se piovesse e quella formalità impossibile da nascondere sotto la maschera del mestiere di pilota da corsa.

Duval e un primo giorno di scuola alla guida della 9×8. Apparentemente rilassato, come se i soli 46 giri effettuati a fronte dell’avvenuto ritiro non lo impensierissero più di tanto. Qualcosa messo in conto per tempo. Una gara che fin dall’inizio assume il sapore più del collaudo di lusso che della vera competizione. Nel dubbio, poi chiedi. A chi parli la tua lingua, seppure da svizzero ginevrino trapiantato dal profondo Sud italo siculo. Tu che sei francese della Loira, e in quel preciso istante vorresti solo sapere quale strada intraprendere per concludere la gara.

Da sinistra a destra: Conway,Hartley,Duval e Buemi. Primo contatto avvenuto…

Buemi si schernisce. Da maschera sudata e sofferta. Lo sguardo sfuggente di chi non abbia voglia di confrontarsi col probabile “nemico” di domani. Quel Loïc Duval velocissimo in Audi. A costo, un anno, di sbriciolarsi proprio con la vettura tedesca contro le barriere di Le Mans.

Dietro silenziosa. L’anglosassone banda del buco. Occhiali da sole. Ghigno satanico della Perfida Albione variegato al kiwi della Nuova Zelanda.

It’s just a matter of time. Time to win. Our time.”E per Hartley e Conway non potrebbe essere diverso. Fratelli coltelli in seno a due diversi equipaggi all’interno del team Toyota. L’immaginario accerchiamento dentro e fuori la propria squadra.Una cosa è certa.Un giorno questa foto, sarà la vera testimonianza dell’avvenuto contatto tra le Hypercar di Toyota e Peugeot.

10 luglio 2022.

Conway, Buemi, Hartley, Duval: le jeux sont faits. Rien ne va plus.

Magari fino, alla prossima volta.

Buemi si schernisce. Da maschera sudata e sofferta. Lo sguardo sfuggente di chi non abbia voglia di confrontarsi col probabile “nemico” di domani. Quel Loïc Duval velocissimo in Audi. A costo, un anno, di sbriciolarsi proprio con la vettura tedesca contro le barriere di Le Mans.

Dietro silenziosa. L’anglosassone banda del buco. Occhiali da sole. Ghigno satanico della Perfida Albione variegato al kiwi della Nuova Zelanda.

It’s just a matter of time. Time to win. Our time.”E per Hartley e Conway non potrebbe essere diverso. Fratelli coltelli in seno a due diversi equipaggi all’interno del team Toyota. L’immaginario accerchiamento dentro e fuori la propria squadra.Una cosa è certa.Un giorno questa foto, sarà la vera testimonianza dell’avvenuto contatto tra le Hypercar di Toyota e Peugeot.

10 luglio 2022.

Conway, Buemi, Hartley, Duval: le jeux sont faits. Rien ne va plus.

Magari fino, alla prossima volta.

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