Cari follower in Rosso

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Cari Follower in Rosso

 

Mi mancavano quelli che “Vettel è un brocco”. L’unica cosa veramente positiva dello stop causa virus, motoristicamente parlando, è stata che senza Formula 1 una parte dei follower (appassionati? Non scherziamo) si sia dimenticata di tutte le illusioni televisive che li facevano appassionare fino a sei mesi fa. La notizia dell’addio di Seb a fine anno li ha risvegliati dal torpore. Dopo i ritardi del governo e la liberazione di Silvia Romano, hanno un altro argomento di cui chiacchierare.

La partenza di Vettel è logica, viste le decisioni prese dalla Scuderia. Se pensi che Leclerc possa farti vincere il Mondiale, Vettel non può fare il secondo pilota. Che il clima non fosse pazzesco fra i compagni di squadra lo lascia intendere anche il tweet di commiato del monegasco (<È stato un grande onore per me averti come compagno di squadra. Abbiamo avuto alcuni momenti di tensione in pista. Qualche altro molto buono e qualcun altro ancora che non è finito come volevamo entrambi, ma c’è sempre stato rispetto, anche se non è stato percepito in questo modo dall’esterno>): di grazia, cosa significa questo se non un tributo all’uomo e un piede alle terga del compagno di squadra?

Ferrari l’ha gestita bene, bisogna dirlo, ma l’annuncio è arrivato molto presto visto che ancora non abbiamo iniziato a correre. Questo apre un nuovo interrogativo. A Marenello vorranno mettere in condizione Seb di vincere con la Ferrari, come ha sempre sognato, o lo scaricheranno in prospettiva 2021? Tanto dipenderà da come sarà presa la SF1000, e dopo i test di febbraio a Barcellona non sembra benissimo. Presto per dirlo, comunque. Eppure se la macchina sarà competitiva, sarà dura tenere a bada un ventiduenne e un quattro volte campione del mondo, a cui forse non dispiacerebbe raggiungere Fangio. Forse eh, ma forse.

 

Infine, torniamo all’inizio. Ovvero allo sbertucciamento social ai danni di Seb. Ve lo dico chiaramente, con una parola sola: cari tifosi (ormai follower) della Rossa, finitela. Prendere in giro un campione del mondo è sempre vergognoso, tanto più se ha sempre dato tutto per la Scuderia. Io me le ricordo, nel 2015, le mie lacrime per la vittoria in Malesia dopo un anno e mezzo di carestia, fame, crisi di sete e torcoloni di pancia continui. Io c’ero quando nel 2017 a Monza, dopo aver preso 8 decimi a giro dalle Mercedes colpevoli dello sfregio del giro d’onore in parata dopo la doppietta, urlò “Arriviamo, forza Ferrari!”. Io l’ho visto quant’era distrutto dopo l’errore a Monza, l’anno scorso.

Certo che ricordo gli errori. Ma è vergognoso non avere rispetto, di un uomo così.

 

Niccolò Budoia

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