Bahrein 2022: e (ri)venne il giorno

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Bahrein 2022:

e

(ri)venne il giorno

 

 

E (ri)venne il giorno!

903 giorni 17 ore 37 minuti  33 secondi 5 decimi 8 centesimi e 4 millesimi  dopo la Ferrari torna sul gradino più alto del podio!

E non solo. Anche il secondo posto, il giro più veloce e la pole finiscono nel bagagliaio della vettura di Maranello. Un Hat Trick (il primo di Leclerc) da team vero!

È dai test di Barcellona che si vedevano fulmini all’orizzonte, ma in passato troppe volte il cielo aveva tuonato promettendo pioggia di vittorie per finire col lasciarci in un arido deserto. E quindi anche il più ottimista dei ferraristi non avrebbe nemmeno osato azzardare un podio cosi. E la gioia della vittoria va oltre il trionfo in sé. È il modo a convincere! I guasti e i problemi di varia origine accusati dalla Red Bull sono il sintomo che hanno stillato sino all’ultimo filo di energia dalla loro macchina. Anzi, forse anche di più.

Guardando il podio poi mi viene anche da pensare che Hamilton non finirà mai di avere fortuna.

Ma cerchiamo di mettere in fila gli eventi e poi magari anche cercare di spiegarli.

La Griglia dopo la pole di sabato vede Leclerc partire davanti a tutti seguito dal campione del mondo, col suo bel numero 1 , spiccicato sul muso ( scelta che approvo al 1000×1000) e dal team mate Carlos Sainz . A seguire Perez, Hamilton,  Bottas ecc…ecc…

Al via ottima partenza del pacchetto delle prime 3 file a parte Bottas che parole sue:  “Fa la peggior partenza della sua vita” . Il monegasco  parte in testa e mattoncino su mattoncino, decimo su decimo metro su metro mette insieme un piccolo margine di circa 3 secondi e oltre. E qua scatta il primo undercut Red Bull con Verstappen che con gomme rosse nuove compie un giro monstre e si mangia il vantaggio del ferrarista nell’arco di una tornata. Tanto che con una staccata fantastica mette il giallo muso della sua Red Bull davanti a quello della Ferrari. Ma qua Leclerc compie il primo capolavoro di giornata ripassando l’olandese nel rettilineo successivo a quello dei box verso curva 4. Non è finita. Altro rettilineo e altra staccata lunghissima  di Max . Troppo lunga. E come al giro prima Leclerc ripassa subito dopo e , complice anche il fatto che le gomme soft nuove di Max hanno già dato il loro meglio nei 2 disperati attacchi portati in staccata, il monegasco ricomincia come nel primo stint a rimettere tra lui e l’olandese circa 2-3 decimi a giro. Sembra un Gp ormai segnato ma arriva l’immancabile Safety Car  a creare suspense. Al giro precedente Verstappen si era fermato a mettere un altro set di gomme rosse, Leclerc no. Ma la SC impone il pit anche al pilota ferrarista che infatti entra e si mette termicamente alla pari con l’olandese. Sembra di rivivere l’ultimo Gp dell’anno scorso. Mancano 6 giri e via si riparte! Leclerc scappa ancora ( San motore Ferrari) e anziché attaccare Max deve difendersi da un arrembante Carlos Sainz sino a quel momento non fantastico ma molto costante. Bastano poche curve per capire che inaspettatamente  il duello sarà Ves-Sainz e non Ves-Leclerc. E quando le luci sull’ala posteriore della Red Bull si accendono come un albero di natale si capisce che le lamentele di Max lanciate via radio non erano bluff stile Hamilton. Tutt’altro. Erano reali e il fumo che ancora esce dall’Alpha Tauri di Gasly che aveva appena causato la SC sembra essere ancora di più un segnale che le Power Unit anglo giapponesi abbiano dato tanto. Forse troppo. E infatti nell’arco di pochi giri 3 motoroni Honda-Red Bull esalano (è proprio il caso di dirlo) l’ultimo fiato di fumo. Ottimo segnale. Non ce ne voglia Helmut Marko, ( che da oggi ride meno) anche per il futuro della stagione visto che lo sviluppo sulle PU sarà bloccato e il Budget Cap rende più complicato fare ribaltoni tecnici in poco tempo. Quindi 1-2 Ferrari, Red Bull a secco, perché anche Perez all’ultimo giro sente il suo motore azzittirsi, e il fortunello Hamilton che non sa neanche lui come abbia fatto agguanta il terzo posto sul podio. Comunque bel Gp! Molto bello! Abbiamo detto cosa sia successo. Adesso due parole sul come. Dal punto di vista della cronaca l’abbiamo visto. Dal punto di vista della tecnica la soddisfazione e anche maggiore. Perché oggi una vettura è riuscita a trasformare in punto di forza i suoi maggiori punti deboli negli ultimi 3 anni. Potenza motore e consumo gomme. Vedere la potenza in prova e in gara di tutti i team motorizzati Ferrari, ma soprattutto vedere andare in crisi di degrado gomme la Red Bull prima della Ferrari è stata ,secondo me di gran lunga la miglior notizia per la Ferrari dell’intero week end. Vittoria e punti a parte. E la Red Bull ci ha provato, eccome se ci ha provato. Ci ha provato talmente cosi a fondo da lasciarci le penne..o meglio sarebbe dire le ali. Insomma, le penne delle ali….

Quindi nessun tedeum ma la consistente convinzione che questa  vittoria non sia figlia del caso o di situazioni contingenti ma il giusto risultato di una grandissimo progetto nato 3 anni fa e portato in pista da poco. E poi diciamolo. Alla fine della stagione vincente o no questa macchina va dritta in qualche museo di design.

Chiaramente noi speriamo vincente.

Adesso doccia, perché l’ambiante lo richiede ma non fredda come quella Red Bull. Calda e rilassante come il tramonto.

Rosso del Bahrein.

 

Sergio Mapelli

 

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