Austin, battaglia decisiva ?

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AUSTIN,

BATTAGLIA DECISIVA?

 

 

Lungamente atteso…ma alla sua penna attenta non avrei mai rinuciato. Bertonato Sergio. A te il presente, di questa F1. (E.Tozzi)”

 

 

Narra la leggenda che originariamente Austin si chiamasse Waterloo. Presagio?

Chi sarà il presuntuoso Napoleone   (Wellington è un pessimo generale. Prevedo la vittoria entro l’ora di pranzo”.) che uscirà dal Texas con artiglieria e morale a pezzi?

Il terreno di battaglia sembra in effetti avere il suo imperatore in Hamilton (5 vittorie su  8 edizioni) che alla guida delle sue armate teutoniche, (6 vittorie su 8 per Mercedes), ha fatto del suolo texano terra di conquista incontrastata, salvo due parentesi marchiate Kimi – Ferrari e, Vettel – Red Bull.

Ma proprio come a Waterloo occorrerà fare attenzione al fango (McLaren, Alpine, Ferrari… salvo errori vari) e agli alleati (Bottas e Perez e relativi junior team…). Saranno anche loro l’ago della bilancia in questa lotta che va avanti sul filo del centesimo, del centimetro, e della ruotata più o meno maligna, più o meno pericolosa.

Certo non sarà una “battaglia” decisiva come quella che fu fatale al Sig. Bonaparte ma le gare diminuiscono sempre di più e affrontare le ultime salite in testa al gruppo è sempre cosa  raccomandata.

E’ una stagione strana questa 2021 perché sembra che il meteo, le circostanze , gli incidenti (di gara e…non) si siano accordati per stravolgere tutte le previsioni pre-Gp  finendo per incoronare quasi sempre quelli che gli inglesi chiamano “under dog”  (o semi under dog). Le ultime versioni del duello Hamilton – Verstappen sono state agli antipodi. O troppo ravvicinate, ( Silverstone e Monza), o troppo distanti (causa penalizzazioni varie) come Sochi e Turchia.

Che versione vedremo in Texas nella versione “Yankees-Confederate”del duello Napoleone – Wellington?

Corpo a corpo in salita o a cronometro? Gli appassionati come noi chiaramente godono nel corpo a corpo nel ruota a ruota, anche quello sporco da peggior bar di Caracas tanto per capirci. E magari se lo augurano anche le scuderie del backstage che, come squali affamati amano l’odore del sangue che schizza dalla lotta anglo-olandese, pronti ad approfittarne (sino ad ora tranne la Ferrari) per dare lustro, senso e soldi alla propria stagione.

Chiedere a Ricciardo e a Ocon  per informazioni.

E se il lato “umano” della battaglia , i piloti, non dà chiari indizi sul vincitore anche l’artiglieria , le macchine, non tracciano un solco netto  preciso  che conduca senza soluzione di continuità  a Milton Keynes piuttosto che a Brakley. A sentire i due generali Wolff (Mercedes) e Horner (Red Bull) i rispettivi rivali usano “armi non convenzionali” ( P.U.e ali irregolari)e non consentite dalla convenzione di Ginevra (FIA).

Quindi signori e signore non resta che aspettare il prossimo week end e vedere se Austin avrà un’impronta indelebile sul futuro di questa stagione o sarà solo un’altra fermata intermedia che porta alla stazione di Abu Dhabi dove passeggeri, macchinisti e controllori dovranno per forza scendere. Qualcuno lo farà con una Ferrari in mano, nel senso della bottiglia di magnum post festeggiamenti, qualcuno solo con i bagagli che potrebbero essere pieni di livore, rimpianti e brutti ricordi. Ma si sa motorsport is dangerous non solo per il corpo ma anche , e forse soprattutto, per l’anima.

Soprattutto per l’anima?  Non lo chiedo per me ma per mio amico …ferrarista.

Buon Gp e come sempre dico: al nastro d’asfalto l’ardua sentenza”.

 

 

Sergio Mapelli

 

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